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Pubblicato il nuovo numero del giornalino del PD di Loiano

Referendum, Gesco, rifiuti fra gli argomenti trattati

E' in  distribuzione in questi giorni il nuovo numero del giornalino del Circolo PD di Loiano. Oltre ad una scheda relativa al Referendum del 4 dicembre, anche articoli sulla situazione della Gesco, della  Scuola Elementare, rifiuti e molto altro.

Allegato il nuovo numero del giornalino ed inserto sul referendum 

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data pubblicazione: 
Martedì, 22. November 2016 - 11:54

Commenti

Egr. Signor Monari. Sono d’accordo con Onida “Se passa il no, non è reso per niente impossibile procedere a riforme migliori”. Affermare che: “E’ ora di muoversi”, non significa che pur di farlo sia lecito procedere pur che sia. Non è un assioma che un cambiamento significhi “Migliore” Non è tanto per il fatto che questa riforma non è perfetta, anche l’attuale Costituzione non lo è, lo dimostrano le decine di modifiche effettuate (Più di trenta?).
1°)Per quanto riguarda l’opportunità non sente un minimo di disagio, per il modo con cui è stata approvata? Un Parlamento eletto da un legge dichiarata incostituzionale, senza il coinvolgimento di tutte le forze politiche, con uso spregiudicato di voti di fiducia, canguri e sostituzione in corsa dei dissenziente.
2°) È tutto molto complicato e confuso. Secondo i critici questa complessità rischia di portare a conflitti e ritardi. È difficile però giudicare oggi quali saranno tutti gli effetti di alcune delle norme più complesse introdotte dalla riforma, Anziché un solo modo di fare le leggi, com’è oggi, con la riforma avremo una decina di procedimenti che differiscono a seconda della materia che dovrà essere regolata. Così, per esempio, se s’intende fare una legge sull’ordinamento degli enti locali il procedimento resta perfettamente bicamerale, mentre se si vuole disciplinare il trasporto pubblico locale occorrerà una legge a prevalenza camerale, con possibile intervento del senato entro trenta giorni a maggioranza semplice (a seconda della materia, i termini e le maggioranze cambiano). E se in una stessa legge sono contenuti entrambi i profili? Quale procedimento dovrà essere seguito?: l’esperienza insegna che la maggior parte delle leggi prodotte nel nostro paese si collocano a cavallo di più materie. In questi casi, dice la nuova Costituzione, decideranno di comune accordo i presidenti delle due camere. Ma, se non riescono ad accordarsi? La questione non potrà che essere rimessa alla Corte costituzionale, alla quale sarà così richiesto di risolvere un conflitto politico addirittura prima che la legge sia stata approvata. Praticamente un salto nel buio.
3°) . Nella Riforma è presente un meccanismo per consentire (VIA PREFERENZIALE) l’approvazione rapida di un disegno di legge reputato essenziale per l’attuazione del programma di Governo. Funziona così: il Governo può chiedere alla Camera dei deputati di deliberare, entro cinque giorni dalla richiesta, che un disegno di legge indicato come essenziale per l’attuazione del programma di governo sia iscritto con priorità all’ordine del giorno, e sottoposto alla pronuncia in via definitiva della Camera dei deputati entro il termine di settanta giorni dalla deliberazione “Se la Camera dei deputati, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, ne dichiara l’urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito”. In questo modo è introdotta l’alterazione della forma di governo parlamentare rendendo il Governo padrone dei lavori dell’assemblea, anche a discapito del ruolo dei partiti. Praticamente potrebbe governare sino alla fine della legislatura senza bisogno dell’Aula. Un accenno delle conseguenze devastanti che l’italicum potrebbe avere unito a questa riforma, pur non essendo oggetto di referendum, anche se sembra, si dice, forse, si cambierà. 4°) L’Italicum prevede per il partito vincitore (Partito, non coalizione) un premio di maggioranza tale, da portare a 340 il numero dei deputati (54% del totale). Per semplificare È lecito presumere una percentuale molto vicina al 100% di fedelissimi al Premier segretario. A questo punto, con una tale forza si potrà assicurare larghissima parte della rappresentanza parlamentare: il presidente dell’assemblea, quella dei capigruppo e dei presidenti di commissione e la conferenza dei capigruppo. In questo scenario il premier segretario può condizionare l’elezione del Presidente della Repubblica, dei giudici della Corte Costituzionale e degli elementi del Consiglio Superiore della Magistratura, organi di garanzia e di controllo fondamentali per la vita della democrazia costituzionale. Ora il ruolo del Capo dello Stato è di garante, mediatore fra le Istituzioni, può ove non si raggiunga una maggioranza e in caso di crisi sciogliere le camere (Art.88). A cosa si riduce il ruolo del P.R. e in che modo sarebbe in grado di esercitare le sue funzioni, se conferire l’incarico, è di routine, e non può sciogliere la camera perché sostenuta da una solida maggioranza, mentre il senato non ha alcun potere? Di fatto gli è preclusa la formazione di governi alternativi. In pratica è esautorato delle sue principali prerogative e il P.R. diventa un lacchè cui restano alcune funzioni accessorie. Quanto mai il partito vincitore dovrebbe andare in crisi? Perchè il 4% più uno dei suoi deputati (Assieme a tutti quelli dell’opposizione) sfiduci l’Esecutivo (Cioè se stesso) con voto contrario? Quindi per suicidio? Questo dipende sempre dal Premier, è lui in tutti i casi a fare il brutto e cattivo tempo. Non sappiamo quali motivi o ragioni possano portare ad agire in un modo o in un altro. In tutti i casi, nulla può fare il P.R. Semplicemente viene a mancare quel ruolo di garanzia attribuito al P.R. senza sapere a quali conseguenze possa portare. Con la maggioranza ottenuta con la legge elettorale Italicum, di cui ho descritto i meccanismi, il Premier per il suo insediamento, non avrebbe neanche bisogno di un incarico formale dal Presidente della Repubblica, (lo potrebbe fare anche da solo): "Il popolo me l'ha dato (Potere) e guai a chi me lo toglie!”. La cosa più stupefacente è che, Il premio ottenuto, garantirà la maggioranza assoluta al primo partito anche nelle sedute comuni di Camera e Senato. Dunque, un solo partito che risponde al Presidente del Consiglio, ha la possibilità di mettere in stato di accusa o di minacciare di mettere in stato di accusa il Presidente della Repubblica,( L’art. 90 della Costituzione non è stato toccato), di conseguenza u’arma in più in mano al Premier. Che poi la motivazione sia fondata non importa, basta la minaccia. Tutti sappiamo che in politica, la distinzione fra lecito e illecito, verità e menzogna (Renzi docet) è un opzional. Sono solo ipotesi, ma per solo fatto che ciò possa accadere, ci dovrebbe almeno far riflettere. La Carta esprime una democrazia fondata sull’inclusione e sul dialogo, sul confronto e sulla capacità di tenere unito il Paese, è una Costituzione radicata nella nostra storia e nella nostra tradizione culturale, nei nostri valori e nell’eredità di un passato glorioso che vive nei principi fondamentali e un testo meraviglioso per complessità filosofica e chiarezza di scrittura, nitido, senza dare adito a dubbi interpretativi e in grado di costituire la bussola del nostro stare insieme. Perché lo spirito della Costituzione, in fondo, è soprattutto questo: saper cogliere la ricchezza presente negli altri, rifiutare ogni concezione totalitaria, considerarsi sempre una parte e non il tutto. Ascoltare e dialogare, rispettarsi nella diversità d’opinioni, stimarsi nel dissenso e, talvolta, anche nel confronto aspro e nello scontro. È saper accettare un potere limitato e dotato delle adeguate garanzie, in un sistema di pesi e contrappesi . la Costituzione è stata scritta così, tanto nella prima quanto nella seconda parte, non considerandola immutabile ma ritenendola un baluardo contro ogni nuova pulsione autoritaria, sotto qualunque forma essa dovesse manifestarsi, per consentire alle generazioni successive, compresa la nostra, di camminare a lungo insieme, sentendosi parte di un medesimo destino. In contrapposizione ci troviamo di fronte ad un ignobile, vergognoso, subdolo ricatto. Con la scusa di eliminare un certo numero di Senatori, cancellare Cnel e Province (Si poteva fare in sei mesi), cioè fare risparmi, che tra l’altro potevano essere fatti più e meglio con altri mezzi dimezzare stipendi, (non accolto dal PD), intervengono pesantemente sulla Carta. In verità è un inganno. Lo ripetono in modo ossessivo: “Calare i costi della politica” Sembra sia l’unico vero motivo. In verità sono imposti cambiamenti costituzionali che nulla hanno a che fare con tali risparmi. Una cosa è vera e bisogna darne atto, ci sarà un esecutivo più forte nello svolgimento dell’azione di governo, quindi un maggiore accentramento di poteri, assieme a una maggiore velocità nell’approvazione delle leggi. In contrapposizione, si può dedurre che si finisca col dare all’esecutivo molto potere senza controllo. Ma questo maggiore potere da dove proviene? Si può intuire, che questo: “maggiore potere”, non sarà altro che un travaso da quelli che fino ad ora ne sono i detentori cioè le persone, all’Esecutivo. Ovvio quindi supporre che questo toglierà ai cittadini, diritti acquisiti e larghi spazi di libertà, con la conseguenza di una minore possibilità di esercitare elementari prerogative democratiche. Per quanto riguarda il referendum propositivo, che sembra la panacea, sino ad ora di tutti i disegni di legge presentati dichiarati ammissibili con 50.000 firme, ne sono stati approvati solo 1% (Uno, one, un, ein). Non si sa con 150.000, però c’è l’obbligo di discussione. Il Titolo V poteva essere riformato in sei mesi (Due votazioni a maggioranza qualificata) senza bisogno di squassare tutto. Assieme a Cnel e Province e diminuzione di stipendi e indennità. Credo purtroppo che, non esista nessun ragionamento sia pur razionale o di buon senso che le possa farle cambiare idea, e questo perché altri sono i motivi che spingono lei e altri come lei a sostenere queste posizioni. Il motivo è essenzialmente uno strisciante, inconfessabile fastidio per quello che questa Costituzione rappresenta e verso una concezione stessa della vita, che maschera un nostalgico autoritarismo e un malcelato desiderio del “bastone e la carota”. Guardi glielo dico con tutto il cuore, è molto sbagliato voler imporre, una riforma con la forza e l’inganno, non potrà che avere strascichi di odio e risentimento, e spirito di rivalsa inimmaginabile. Ciò vale specialmente per i SI coartati con l’inganno e la subdola seduzione di persone ignare e in buona fede. Guardi che gli atti di forza prima o poi si pagano solo che gli effetti non li subiremo noi ma i nostri figli, noi saremo morti.
Franco Bolognesi

Monari (e PD) se ci sei batti un colpo. Come sempre Franco esprime il sentimento sincero di chi crede che la Costituzione sia un bene comune che detti le regole per tutti e che sia scritta non tenendo conto di ciò che volevano i poteri forti ma per dare uno strumento a tutti i cittadini che salvaguardasse il paese da nuovi accentramenti di potere. Scritta perchè fosse la carta che rappresentava tutti, maggioranza e minoranza, senza preoccuparsi della Governabilità o della velocità cose che preoccupano gli speculatori. Con questo sistema anche quest'anno sono state approvate circa 250 leggi di cui il 70% con solo due passaggi uno alla camera e uno al senato. Tutti i numeri sbugiardano la riforma e Renzi tenta di convincere gli italiani parlando di risparmi ma la verità è che stanno attentando alla sovranità popolare il che sarebbe una grave modifica dell'art.1 della costituzione.

Sembra quello che ha detto ieri sera Berlusconi....
Forse avete ragione ...Vinca il "NO" e poi subito una nuova riforma e legge elettorale con Grillo, Berlusconi e D'Alema...e che porti Salvini(Di Maio sarebbe forse peggio) a premier e finalmente saranno sconfitti i terribili poteri forti della finanza ....finalmente il populismo trionferà e il popolo italiano sarà padrone del proprio destino come lo è stato fin tanto che non è arrivato Renzi...

Non me lo aspettavo. Da te XAX non mi aspettavo una dimile leggerezza. Nessuno obbliga Renzi a dimettersi, se lo farà sarà lui il responsabile delle conseguenze e comunque si "cambierà"...capisci amme.

Potessi, in caso di sconfitta al referendum lo costringerei io,visto che il suo governo è nato con il compito di fare le riforme... e questa sarebbe la "madre"di tutte le riforme ...Bisogna dargli atto nel bene e nel male di provarci...poi come dovrebbero fare tutti, se fallisci un compito come questo,lascia ad altri il testimone...
Dopo di ciò il cambiamento da te auspicato, lo vedo un po difficile visto gli attori che sono in scena...A parte il M5S (che cmq si sta rivelando un "partito" con tutte le magagne degne dei partiti tradizionali),gli altri sono sempre quelli che per 30 anni hanno governato l'Italia riducendola nello stato attuale... La speranza però è sempre L'ultima a morire....CIAO CIAO

Questo governo è nato in conseguenza alle elezioni politiche del 2013. Francamente nel programma di quale partito, in quelle elezioni, si parlasse di sfasciare la costituzione in questo modo resta un mistero

Scusasse...ma a me risulta che il governo riceve la fiducia dal parlamento, soprattutto in base al programma che vuole attuare...quindi il mistero forse è solo suo...poi legittimamente può dire che la riforma le fa schifo, ma tutti i parlamentari compresi quelli dell'opposizione sapevano quale era il programma di governo... CIAO CIAO

Scusasse lei, ma a me risulta che i partiti si presentino alle elezioni con un programma. E che i parlamentari siano eletti in base a quel programma. E, ribadisco, sarò di memoria corta, ma non ricordo lo sfascio della costituzione nel programma di chi è al governo (forse in quello di ALA ed NCD sì). Poi se vuole continuare a convincersi che Cristo sia morto dal freddo faccia pure

Può per cortesia leggersi bene il programma del PD per le elezioni politiche del 2013,punto 3 Democrazia....ne riporto una piccola parte però significativa->>>

- La crisi della democrazia non si combatte con “meno” ma con “più” democrazia.
- una netta separazione dei poteri
- l’applicazione corretta e integrale di quella Costituzione che rimane tra le più belle e avanzate del mondo

Basta o andiamo avanti?

Sulla riforma dell’assetto istituzionale, siamo favorevoli a un sistema parlamentare semplificato e rafforzato, con un ruolo incisivo del governo e la tutela della funzione di equilibrio assegnata al Presidente della Repubblica

Semplificato:

"La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere."

vs

"La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all'articolo 71, per le leggi che determinano l'ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di senatore di cui all'articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma.

Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma. Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati. Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all'esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata. L'esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all'articolo 117, quarto comma, è disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti. I disegni di legge di cui all'articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione. I Presidenti delle Camere decidono, d'intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti. Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all'esame della Camera dei deputati».

Paro paro il programma del PD

Io no.

Cosa significa secondo lei riforma dell'assetto istituzionale??? Lasciare le cose come stanno? CMQ è il programma di un partito e dentro mettono tutto e il contrario di tutto.....

cosa significa "La crisi della democrazia non si combatte con “meno” ma con “più” democrazia"? eliminare le elezioni del senato?

cosa significa "una netta separazione dei poteri"? dare, di fatto, tutto il potere in mano al governo?

cosa significa "l’applicazione corretta e integrale di quella Costituzione che rimane tra le più belle e avanzate del mondo"? stravolgerne 1/3 perchè è troppo bella?

Risponde a una domanda con altre domande!!! Le ho solo fatto notare dove nel programma del PD veniva detto di una possibile riforma....poi se la fa incazzare come è stata fatta...che posso dire...non voti più per il PD...sicuramente come lei auspica la riforma verrà bocciata e L'Italia continuerà ad avere la più bella costituzione del mondo, ma continuerà ad essere lo stato più ingovernabile e disorganizzato in Europa

Già finiti gli argomenti? Francamente non mi sembrava di essere stato il primo a lasciare domande inevase. Comunque, se può interessare, l'eventuale governabilità è data dalla legge elettorale, la Costituzione non c'entra

Beh... il fatto di avere un governo che deve avere la fiducia da due camere a volte con maggioranze diverse sicuramente non aiuta la stabilità, non trova?per quel che mi riguarda il senato avrebbero dovuto eliminare del tutto, ma forse nn tutti erano d'accordo.... P.S qual'è la domanda a cui non avrei risposto? Alle domande retoriche io nn rispondo mai quindi eviti di farmele per favore

Probabilmente il prevedere in costituzione che le due camere potessero avere maggioranze diverse era un fattore di garanzia per evitare di dare il potere nelle mani di un solo partito altrimenti si sarebbe fatta una legge elettorale che in qualche modo ricalcasse quella della camera e che desse quindi lo stesso risultato.

Solo 2 volte in 67 anni (70 per voi del si) sono caduti governi a causa della sfiducia al senato(a questo punto darebbe più stabilità eliminare la camera) . E grazie alla compravendita di senatori da parte di Berlusconi. Cosa che può tranquillamente avvenire anche alla camera. Non proprio granitica come motivazione

Mi scuso in anticipo per quanto sto scrivendo, ancora sul Referendum. Capisco che oramai è una questione venuta a noia; suggerirei di non proseguire oltre. Per chi si vuol fare del male, ci tenevo specificare quanto segue: Mi comunicano, che con la riforma, cambia il sistema di elezione del Presidente della Repubblica, (come riportato in basso*). Nelle prime tre votazioni è richiesto ancora il voto del 2/3 degli aventi diritto, dal quarto scrutinio si abbassa dal settimo scrutinio si abbassa ancora ai 3/5 dei votanti cioè i presenti in aula Con la riforma, gli elettori del P.R. saranno 730 (630 Deputati+100 senatori). Proseguendo, dopo la settima votazione sono sufficienti 438 voti (3/5 di 730) dei presenti. Facciamo i conti.
L’Italicum consegna al primo partito deputati = 340
Presumibilmente 50 % dei deputati esteri (50% di 12) = 6
Presumibilmente 55 % dei Senatori (55% di 100) = 55
Senatori di nomina presidenziale*** = 6
Teniamo conto che questi numeri sono largamente per difetto. Infatti, gran parte delle Regioni sono guida PD, è presumibilmente il numero dei Senatori e dei Sindaci dello stesso colore sarà molto più alto. (340+6+6+ 5+55) = 410 Grandi elettori. Non si arriva ai 438 voti richiesti, ma per arrivare al quorum, che è calcolato sui presenti, basta portarla per le lunghe. Poi siamo sinceri, questa classe politica, non è che abbia dato grande dimostrazione di correttezza e onestà, fra interessi sotto banco, inciuci, , voltagabbana, comperati e venduti (1 mln a testa), trovare i voti che servono non sarà difficile, poi basta non presentarsi in aula ed è fatta. Il Presidente della Repubblica, che dovrebbe essere super partes, in concreto diventa emanazione del solo primo partito, questo avrà ripercussioni significative. Un solo partito potrà metterlo in stato d’accusa (Art.90), alto tradimento, attentato alla Costituzione e l’mpeachment (Bastano 365 voti) in seduta comune, nella migliore delle ipotesi: sotto scacco. Non è per niente libero nell’esercizio del suo principale potere: l’affidamento dell’incarico di formare il Governo. Capisco perchè s’insiste tanto col dire che non sono toccati i poteri del P.R? Anzi sono ridimensionati. La cosa che più mi colpisce è che, più cala il numero dei votanti (Es. Bonaccina eletto col 18% degli aventi diritto) e più aumenta la corruzione e la cialtroneria e più questi cercano, in tutti i modi (Trucchi) di aumentare il proprio potere.
Franco Bolognesi
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*Modifiche all'articolo 83 (quorum per l'elezione del Presidente della Repubblica. 1. All'articolo 83 della ostituzione sono apportate le seguenti modificazioni: a) il secondo comma è abrogato; b) al terzo comma, il secondo periodo è sostituito dai seguenti: «Dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dell'assemblea. Dal settimo scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti.

**Le Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci dei Comuni dei rispettivi territori. Ciascuna delle Province autonome di Trento e di Bolzano ne ha due.

*** e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica

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