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C.A.S.T. : "stupore e preoccupazione per il Piano cave"


Il Presidente Cesare Albini: "rivedere il Piano ed aprire un tavolo di confronto con i cittadini, associazioni e forze politiche"
C.A.S.T. : "stupore e preoccupazione per il Piano cave"

Riceviamo dal Comitato Appennino Salute Territorio e volentieri pubblichiamo

 

Gent. Sig.ra Sindaco del Comune di Loiano    S.P.M.

                                        p.c.                Assessore all’Ambiente

                                                                          

         Cave di Cà dei Boschi

          Gentile Sindaco,

         dalla sua costituzione il C.A.S.T. si adopera per la salvaguardia dell’ambiente e delle persone che vivono l’Appennino. In particolare siamo molto attenti alle dinamiche socio-ambientali che si verificano nella valle del Savena e in quella dell’Idice.

       

           Per tale ragione abbiamo appeso con stupore e preoccupazione il contenuto del nuovo Piano Attività Estrattive approvato dal Comune di Loiano attraverso la Delibera n. 95 del 18 dicembre 2014, trattandosi, di una decisione che riguarda una larga parte di territorio (22 ettari),  che verrà destinato all’estrazione di due milioni  di metri cubi di inerti,  con lavori che si prolungheranno per anni.  

       

         Vorremmo comprendere perchè il territorio loianese si debba fare carico, da solo, del 50% del totale del volume  stabilito dal P.I.A.E. provinciale che prevede appunto quattro milioni di metri cubi di materiale estratto in tutta la provincia bolognese. E resta quantomeno discutibile la motivazione dell’assessore all’ambiente quando asserisce che “così non si va a gravare sulle cave di pianura”.

 

          Il Piano prevede inoltre il taglio di una larga parte boschiva per circa nove ettari di superficie. Considerando ii numero medio di alberi per ettaro rilevato in Emilia Romagna dal Corpo Forestale dello Stato, si desume che si tratti di almeno 16/17.000 piante.

 

         Il fatto che al termine dei lavori si provvederà a svolgere lavori di ripristino (non si conosce con quale metodologia), non riduce l’impatto ambientale che si va a compiere.  Quando l’assessore competente asserisce che non verranno abbattuti contemporaneamente svolge una considerazione fattuale, non giuridica; in teoria ciò è invece possibile.

 

          Nel Piano non vengono poi né considerati i danni causati dall’inquinamento, nè quello alle strade dagli automezzi destinati al trasporto di materiale né se verranno previste azioni compensative nei riguardi dei residenti.

 

         Per quanto sopra ed altro che non stiamo a specificare in questa sede, chiediamo che l’Amministrazione loianese si renda disponibile a rivedere le sue posizioni e ad aprire un tavolo di confronto con i cittadini, associazioni e forze politiche di minoranza.

 

          Resto in attesa di cortese riscontro e con l’occasione Le rinnovo i migliori saluti.

 

                                                                                                                                                                                                IL PRESIDENTE

                                                                                                                                                                                                    Cesare Albini

Loiano, 29.12.2014

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