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Allargamento a sei dell'Unione: poco più che un atto di fede


Allargamento a sei dell'Unione: poco più che un atto di fede

Un atto di fede.

Brutalmente si può sintetizzare così la presentazione dei sindaci dell'ormai scontata Unione a sei dei Comuni. Una presentazione molto renziana con slide immaginarie che preannunciano le immense, favorevoli, irrinunciabili possibilità date dall'allargamento.

Un allargamento che sembra in grado di risolvere praticamente tutti i problemi dei cittadini: trasporti, digital divide, scuola, sanità ; ma anche il turismo, il commercio, l'ambiente ecc. Per il set di pentole, bisogna ripassare.

 

Una presentazione in alcuni punti così pacchianamente edulcorata da apparire nel complesso  poco credibile.   Ed il punto è proprio questo. In questo mondo fatato, descritto infaticabilmente (ed in alcuni passaggi noisamente) dai sindaci, manca totalmente il piano economico: il business plan (copyright Isabella Conti, perchè un pò di inglese bisogna sempre infilarcelo). Shish.

Cioè non viene spiegato come si raggiungeranno questi ambiziosi obiettivi.  Inspiegabilmente  in due anni di discussione, nessuno dei fautori all'allargamento si è interessato  alle fondamenta  del progetto. 

Insomma, tanti annunci e poca sostanza (ricorda qualcosa?).

 

Poi alcune perle:  "in uno Statuto il business plan non è previsto" (Conti e Carpani). Dimenticando però che l'Amministrazioni Maestrami, di cui faceva parte la stessa Carpani, ha bocciato per tre volte lo statuto proprio perchè mancava anche il piano economico. E poco si è capito sulle motivazione di un cambiamento di rotta così deciso del nostro Sindaco dopo appena sei mesi . "Nei precedenti sindaci di San Lazzaro ed Ozzano non ho trovato il terreno fertile (per poter approvare lo Statuto)". Mah.

 

Le obiezioni del pubblico non vertevano quindi sulla bontà dell'idea ma su come è stata concepita: una scatola vuota senza contenuti. E laddove troviamo alcuni contenuti, essi lasciano domande senza risposta come hanno ben descritto i rappresentanti sindacali di San Lazzaro. I dubbi quindi restano e la serata si è rilevata come  una semplice enunciazione di decisioni già prese. Discussione zero se non la promessa (un'altra), del sindaco Minghetti di Pianoro di realizzare entro dicembre due/tre piani economici per altrettanti punti. In due mesi realizzare ciò che non è stato fatto in due anni

ottobre 2014

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Confermo in toto il pensiero di Zappaterra. Mi è sembrata la replica della riunione di un anno fa con Simonetta Saliera.La realtà è che si è deciso di riformare l'assetto istituzionale dall'alto (e non dal basso come sostiene Minghetti) ed entro il primo gennaio 2015 ,salvo ulteriori proroghe, l'Unione passerà da quattro a sei comuni con l'ingresso di san Lazzaro e Ozzano volenti o nolenti, parere favorevole o contrario, le riunioni servono ad addolcire la pillola ma non è stato presentato alcun dato a sostegno della bontà del progetto. Quello che so da cittadino è che l'unico servizio con sportello che è stato unificato( il SUAP) ha creato diversi problemi agli utenti ed è ancora da migliorare e quello che temo è la perdita dei servizi che è esattamente il contrario di ciò che dicono gli amministratori i quali sostengono che l'unione eliminerà le diseguaglianze ed aumenterà i risparmi. Bene, sono costretto a dargli fiducia e a sperare che il progetto vada a buon fine ma anche ieri sera non mi hanno convinto, inoltre pare tutta una sperimentazione e se dovesse andare male bisognerà tornare indietro con tutti i costi e i disagi che ne conseguiranno. Unica nota positiva e stata la comunicazione che il consiglio dell'Unione sarà composto da 20 consiglieri e San Lazzaro e Ozzano ne avranno, insieme, 8 pur avendo i 3/5 della popolazione e quindi non avranno la possibilità di prendere decisioni senza tenere conto dei comuni più piccoli . Auguriamoci un "in bocca a lupo" e aspettiamo gli eventi.

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