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La storia della Futa


 
 

Le prime testimonianze di una strada sul lato destro del Savena, lungo la direttrice dell'attuale Futa, si hanno in epoca medioevale, a partire più o meno dal secolo XI, quando, per diversi motivi, principalmente i transiti commerciali e i pellegrinaggi religiosi, aumenta l'importanza di un collegamento stabile tra Bologna e Firenze.

 

Prima di questo periodo si hanno notizie esclusivamente della strada sul lato sinistro del Savena. A partire dal XI secolo, nascono di conseguenza su questa nuova strada anche i primi centri tra cui Guarda, Sabbioni, Loiano, Roncastaldo, Scaricalasino (Monghidoro), il Passo della Raticosa e Pietramala, quest'ultimo già in territorio toscano.

 

Nel XII secolo, con la progressiva espansione dei suddetti centri, si ha anche lo spostamento definitivo della viabilità per Firenze dalla strada sul lato sinistro a quella sul lato destro.


Il XIII secolo vede un ulteriore incremento dei traffici tra Bologna e Firenze, soprattutto a causa dei pellegrinaggi religiosi in direzione di Roma, e quindi un aumento di importanza della strada e di alcuni centri situati lungo essa, in particolare Scaricalasino, dove il comune di Bologna costruisce un castello - fortezza per difendere il territorio.


Non ci sono cambiamenti, se non marginali, fino al secolo XVII quando, finalmente, si iniziano i lavori migliorare la strada che, nel periodo invernale, diventava molto spesso impraticabile. Risale invece al 1764 la progettazione, da parte dei Francesi, del nuovo tracciato, più alto del precedente, che, tra i tanti cambiamenti, prevedeva anche lo spostamento del transito dal passo del Giogo a quello della Futa. Si deve probabilmente a questo il nome attuale con cui la strada è conosciuta.


Altre importanti modifiche vennero fatte nel periodo napoleonico e tra il 1888 e il 1930. La strada iniziò poi gradualmente a perdere di importanza dapprima a causa del potenziamento della linea ferroviaria e, a partire dal 1960, in seguito all'apertura del tratto apenninico dell'autosole.


Rimangono comunque intatti, come sanno i molti che la percorrono soprattutto nei weekend sui più disparati mezzi di locomozione, il suo fascino e la sua importanza storica e paesagistica.

Articoli tratti da itinerariBologna.it

 

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