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'Jungo' per aiutare la mobilità in Appennino


'Jungo' per aiutare la mobilità in Appennino

Sappiamo che una delle maggiori difficoltà dei nostri Comuni è rappresentato dalla scarsità di collegamenti con la città. In particolare la mancanza di rete ferroviaria ed un  servizio di corriere inesistente per gran parte della giornata.

Un aiuto potrebbe arrivare da un sistema di car-sharing organizzato, appunto denominato 'Jungo'.

Jungo è una maniera intelligente di sfruttare il flusso ininterrotto di sedili vuoti che è il traffico delle nostre città. Si tratta, in sostanza, di un sistema di autostop regolamentato e controllato per garantire il massimo della sicurezza. Sia autostoppista che automobilista, entrambi 'jungonauti', sono identificati da una card di riconoscimento che ne attesta l'affidabilità e il corretto comportamento.

Chi riceve il passaggio può salire e scendere sfruttando i flussi di traffico con tempi di attesa piuttosto ridotti e, come dimostrano gli esperimenti condotti, sempre più bassi col crescere degli utenti. Siamo consapevoli che l'adozione del sistema Jungo non possa, da solo, risolvere il problema del traffico in città ma è soprattutto un impegnativo cambio di mentalità quello che richiede e porta con sé. Accettare di iscriversi a Jungo significa rendersi conto che per migliorare è necessario quello che può apparire un piccolo sacrificio da parte di tutti, ma che poi può convertirsi in un vantaggio: l'automobilista infatti guadagna 10 centesimi al chilometro, mentre l'autostoppista viaggia a costi ridottissimi nel massimo comfort. Entrambi hanno la possibilità di conoscere nuove persone e dare una mano all'ambiente di oggi e al mondo di domani. Entrambi fanno un'importante assunzione di responsabilità e condividono una visione del futuro che li porta a cercare soluzioni partecipate.
È un peccato che l'ideatore di Jungo, il riminese Enrico Gorini, non sia stato profeta in patria e abbia trovato orecchie pronte ad ascoltarlo solo in Trentino. Lì, la sperimentazione ha avuto successo. Ora confidiamo che anche l'Emilia-Romagna cerchi di intraprendere questa strada. Due anni fa il Movimento 5 Stelle Emilia Romagna ha presentato una risoluzione in Regione che è stata approvata proprio in questi giorni.

Per saperne di più cliccate www.jungo.it

novembre 2012

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Sotto il link per gli orari ATC Bologna e Provincia (basta scrivere Loiano). Non mi sembra che il servizio sia inesistente per gran parte della giornata. Poi ben venga l'iniziativa. Ma per sostenere una iniziativa giusta, per favore, non raccontiamo cose fasulle. http://www.atc.bo.it/orari_percorsi/linee/linea_ricerca.asp
Una decina di corse al giorno. La metà il sabato e festivi. L'ultimo mezzo da Bologna alle 19.30. Il collegamento con Monzuno soppresso. Se non le piace la definizione 'inesistente', possiamo chiamarlo 'servizio diversamente ottimale'. La sostanza non cambia
ripropongo un'idea sentita ad una riunione con l'amministrazione comunale, che proponeva di fare navette da 30 posti che facessero con maggior frequenza il tragitto Monghidoro-stazione dei treni pianoro. In questo modo che giunge a Pianoro potrebbe prendere il 96 o salire su un treno e raggiungere Bologna su ferrovia soprattutto adesso che c'è il TPER per cui non c'è più la necessità di fare diversi biglietti. Questo aumenterebbe di molto la frequenza dei viaggi dndo così un maggior servizio alla montagna. Osservavo anche che il costo del JUNGO è circa uguale a quello dei biglietti ATC ma l'idea rimane quanto meno curiosa.Mi pare che i dati del trentino non siano esaltanti in termini di numeri ma forse bisogna dare tempo all'iniziativa
I dati del trentino non saranno esaltanti per numero di aderenti (circa 530), ma sono esaltanti quanto all'efficacia del mezzo. Pochi lo sanno ma il tempo medio di attesa di un imbarco jungo è 6.6 minuti, il che significa meno di un taxi; però viaggi quasi gratuitamente perchè il ticket (10 cen/km+ 20 cent fissi) nel 90% dei casi viene categoricamente rifiutato dall'automobilista. Quindi nella fase di lancio, si viaggia gratuiti. L'unico ostacolo è che se non c'è abbastanza informazione nel territorio, gli automobilisti non lo sanno che l'imbarco è reciprocamente sicuro, ne' che lo jungonauta pagherà il ticket, e solo per questo non accostano per imbarcarlo ! All'inizio quindi i tempi di imbarco sono più vicini ai 15 minuti, ma man mano che si crea la cultura di jungo, il tempo scende (come sta avvenendo in trentino) ogni mese

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