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Il ruolo della Pro Loco


Ogni tanto, nelle varie Finanziarie che ormai si susseguono a ritmo stagionale, salta fuori la proposta di tagliare, ridurre o accorpare le Pro Loco . Normalmente chi lo propone non sa neanche che cosa sono e di che cosa si occupano.

La Pro Loco (330 solo in Emilia Romagna) è un’associazione costituita da VOLONTARI i quali si attivano per la promozione e la valorizzazione del proprio territorio e del proprio paese. Il termine deriva  dal latino “pro loco” che significa letteralmente “a favore del luogo”.

Le attività delle Pro Loco si svolgono nell’ambito del cosiddetto “terzo settore”, dove non è prioritario il valore economico, ma soprattutto il valore del legame sociale.  Sintetizzando , il loro scopo principale è la promozione turistica, culturale, storica e gastronomica  del territorio di competenza.

 Meno definito sembra invece il ruolo del GAL (Gruppo di Azione Locale dell'Appennino Bolognese) che con i suoi 28 soci e 14 membri del Consiglio di Amministrazione, sembra poco più di un bradipo amministrativo poco attento alle piccole realtà locali.

In paesi come Loiano (che dovrebbero avere lo sviluppo del Turismo come obbiettivo principale), il ruolo della Pro Loco dovrebbe essere  fondamentale. Anziché destrutturarlo sarebbe opportuno, anzi, potenziarlo maggiormente in varie forme. Per esempio:

  • creare un gruppo di lavoro di giovani con cultura con formazione ad indirizzo marketing, alberghiero ed economico a cui affidare un progetto di medio, lungo e lunghissimo periodo per il rilancio del Paese. Un gruppo che lavori tutto l’anno per sviluppare idee, conoscere bandi ed intercettare risorse pubbliche (vedi Sasso Marconi con l’ Applicazione legata al turismo). Una struttura veloce e snella capace di interpretare le varie opportunità
  • insieme alle strutture ricettive del territorio organizzare dei pacchetti week end o settimanali da proporre in appuntamenti mirati (fiere, congressi, meeting ecc)
  • creare dei percorsi di interesse come la Linea Gotica e la storia che la circonda; e poi anche percorsi gastronomici, culturali ecc.
  • creare un sito web fruibile anche da un potenziale turista straniero (quindi, quanto meno, svilupparlo anche in inglese, francese, tedesco).  Nel contempo metterlo a disposizione anche delle strutture commerciali del paese .

Servono risorse? Inizialmente certamente si ma molto meno di quanto si possa credere. E poi non si tratterebbero  di spese ma di investimenti mirati e di sicuro ritorno.

agosto 2011

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Vista la piega presa dalla festa della batdura, e da tutta la vita politico/sociale di Loiano, mi vengono dei forti dubbi sul possibile ruolo di un pro-loco potenziata. Questa zona dell'appennino ha perso in modo irreversibile le proprie radici oppure ha ancora da offrire qualcosa di proprio alle persone che transitano dirette (purtroppo) verso altri luoghi? Un paesaggio mozzafiato deturpato da costruzioni orrende, villette e piscine al posto di aziende agricole, una velleità "metropolitana" che fa sorridere. Prima chiediamoci cosa abbiamo effettivamente da valorizzare, poi potremmo anche valorizzarlo se ci fosse la volntà politica di farlo.
E' così. E anche se da domani ci fosse una politica attenta, ci vorranno anni per ripristinare il territorio.

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