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Modificato il Regolamento del Nido part-time “Maria Dalle Donne- Piccole Orme”


L'opposizione: "In cinque anni non si sono mai trattati i veri problemi del Nido"
Modificato il Regolamento del Nido part-time “Maria Dalle Donne- Piccole Orme”

Durante l’ultimo Consiglio Comunale sono state approvate le modifiche al Regolamento del Nido part-time “Maria Dalle Donne- Piccole Orme”. 

I gruppi di Opposizione hanno rimarcato che in quasi cinque anni di Amministrazione di questa Giunta, è la prima volta che si parla del Nido ma senza toccare i temi veramente importanti come il costo troppo elevato, la necessità del prolungamento dell'orario ed il basso numero di posti disponibili.

In allegato il Regolamento ed in neretto il capoverso con le parti aggiunte

ART.2 GESTIONE DEL SERVIZIO 

Il Consiglio è convocato e coordinato dall’incaricato del gestore che ne verbalizza i contenuti.

 

ART.5 CALENDARIO DI APERTURA 

I servizi osserveranno di norma il seguente calendario di apertura:
- dalla prima settimana di settembre all’ultima settimana di luglio. Il servizio verrà attivato nel mese di luglio soltanto nel caso in cui ci siano almeno 8 richieste presentate entro i termini stabiliti; 

- vacanze di Natale, vacanze di Pasqua, ricorrenze o celebrazioni: come previsto dal calendario scolastico regionale (salva la Festa del Patrono, da considerarsi giornata di normale frequenza come anche le giornate di ponte - esempio: 2 novembre)

 

ART.7 CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLA GRADUATORIA DI ACCESSO 

I nuclei familiari residenti in situazioni di convivenza anagrafica di cui al DPR 223/89 (allegato ndr), già beneficiari di contributi pubblici, non sono ammessi al beneficio della riserva del posto. 

 

CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLA GRADUATORIA 

Nucleo familiare composto da un solo genitore (figlio non riconosciuto da uno dei genitori) Punti 55

 

Si precisa che verranno calcolati 5 punti in meno per ogni nonno che si trovi nella condizione di occuparsi del bambino. la certificazione relativa ai motivi di salute deve essere attestata presentando attestazione medica specifica aggiornata relativa alla condizione di impossibilità ad occuparsi del bambino. 

 

ART.9 CONTRIBUZIONE DA PARTE DEGLI UTENTI 

Per gli utenti il cui reddito ISEE è inferiore a € 4.500,00, verrà calcolata una tariffa personalizzata in base al reddito.
I nuclei familiari residenti in situazioni di convivenza anagrafica di cui al DPR 223/89, già beneficiari di contributi pubblici non sono ammessi al beneficio della riduzione in base all’ISEE. La tariffa di frequenza relativa a specifiche progettualità sarà stabilita con Deliberazione di Giunta. 

 

Per quanto concerne i quattro bambini che fanno parte dello SPRAR di Barbarolo, l’Assessore Naldi ha specificato che è stato sottoscritto un accordo con l’ASP di Bologna, la quale si farà carico di pagare la loro quota  del Nido a tariffa piena.

Pubblicato il : 
Mercoledì, 26. settembre 2018 - 5:06
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Spacciandola per una modifica inclusiva questa amministrazione riesce a piazzare nel regolamento una norma discriminatoria che toglie diritti alle famiglie conviventi lasciandoli a quelle che, a parità di condizioni, non convivono. Tramite questa modifica riescono a far pagare all'ASP la retta. Mi chiedo se questa amministrazione avrebbe fatto la stessa cosa se i bambini in questione fossero stati italiani. Guarda caso l'unica situazione di convivenza di Loiano riguarda lo SPRAR di Barbarolo.
Mi scusi Bovaz ma la cooperativa che gestisce le persone residenti a Barbarolo percepisce 30 € al giorno per ciascun soggetto componente il nucleo famigliare, ciò significa che per un "nucleo minimo" di tre persone sono 90 € al giorno, per 30 giorni fanno 2700 €.....da questi si devono detrarre le spese per vitto, alloggio, vestiti e SCOLARIZZAZIONE!!! Le famiglie italiane con genitori a casa se lo scordano un "reddito" del genere! È giusto che la cooperativa si faccia carico della retta, perché loro un reddito ce l'hanno! Infatti è riportato "Già beneficiari di contributo pubblico"....aggiungo, che gli italiani non hanno....
Caro Esculapio lei fa il conto della serva . Tutto troppo banalizzato. Dovrebbe ben sapere che non si tratta di reddito ma di costo per lo Stato e le due cose sono assai differenti. Poi la quota non la paga chi gestisce lo SPRAR ma l'ASP. Le rammento anche che se ci fosse un italiano così povero avrebbe le stesse agevolazioni. Per fortuna siamo un paese quasi civile( almeno lo eravamo prima dell'avvento questo governo) che ancora fa il.possibile a tutela dei più deboli indipendentemente dall'aria.
Bravo! Esattamente, voglio proprio fare i conti della serva perché, in ultimo, terra a terra è di questo che si tratta! Questo è è il col denaro che hanno a disposizione è che devono utilizzare come uno stipendio per vivere come tutti gli altri! Dunque Asp o chi per loro pagheranno da questo "reddito" la retta del nido, peraltro privato!!!!! E con genitori a casa! Stiamo sul punto e parliamo di questi poveri in
Bravo! Esattamente, voglio proprio fare i conti della serva perché, in ultimo, terra a terra, è di questo che si tratta! Questo è il denaro che hanno a disposizione e che devono utilizzare come uno stipendio per vivere come tutti gli altri! Dunque Asp o chi per loro pagheranno da questo "reddito" la retta del nido, peraltro privato!!!!! E con genitori a casa! Stiamo sul punto e parliamo di questi poveri in particolare e di questa situazione...Non vedo per quale motivo con questo budget mensile pro famiglia non dovrebbero pagare come gli altri nella stessa situazione. Sarebbe discriminante...
Mi scusi, ulteriore precisazione, " i conti della serva" sono compresi a tutti i livelli. Il successo nazionale della "nostra politica" si basa su questo....ci vuole semplicità, le complicazioni burocratiche danno fastidio...in Italia poi siamo bravissimi a complicare le procedure fino a renderle incomprensibili....è il "politichese"... Ps: nostra è inteso in senso lato....
Esculapio, Lei continua a parlare di reddito famigliare perché evidentemente si ostina a non voler leggere i numeri. I richiedenti asilo ricevono 2,5 euro al giorno per le spese personali (saponi, shampoo, detersivi , vestiti, scarpe, forse anche biglietti dell'autobus ecc...) poi ricevono un buono pasto da circa 5 euro al giorno oppure direttamente i pasti (provi lei a fare la spesa con 5 euro al giorno) . Tutti gli altri soldi servono per la gestione che comprende affitti, spese di casa come luce ,gas e acqua, lezioni di italiano, corsi di formazione, assistenza legale, interpreti , gestione generale ecc.. Comunque, come ho già detto, ritengo inutile l'iscrizione di questi bambini al nido in quanto i genitori sono a casa d'altro canto credo che a questa amministrazione faccia comodo aver completato i posti disponibili per tenere in pari i costi dato che se mancano dei bambini il costo pro capite cresce. Questo per provare a chiarirle il quadro generale. Il problema comunque è un altro se lo vuole vedere e cioè che questa amministrazione si è trovata stretta tra l'obbligo di prendere questi bambini all'asilo (perché essendo rimasti dei posti vuoti il regolamento lo prevede) dovendo accollarsene il costo dato che le famiglie dalle quali provengono sono senza reddito. A questo punto si è trovata la soluzione della modifica del regolamento in modo da indurre l'ASP a pagare la retta ma la norma introdotta è discriminante in funzione al tipo di convivenza. Probabilmente è pure anticostituzionale ma essendo il ricorso troppo oneroso non è possibile verificarlo. Per concludere , quello che mi fa rabbrividire , e che si sia permesso lintroduzione di una norma discriminante. Se le rimangono dei dubbi io sono sempre disponibile al dialogo se i vece preferisce restare convinto che queste famiglie abbiano un "reddito" da benestanti faccia come crede del reato ci sono milioni di italiani come lei che non sono in grado o non vogliono capire la differenza.
Non ho mai parlato di reddito personale di queste persone, ma di contributo (che alla fine costituisce un reddito in quanto denaro), che CHI li gestisce (la cooperativa o associazione di turno )riceve dal "pubblico" e dal quale oltre a vitto e alloggio deve ricavare le spese per la scolarizzazione (Come detto anche da lei qui sopra).......o dobbiamo accollarci noi cittadini queste spese così loro ricavano maggior guadagno dalla attività? E per loro non intendo i richiedenti asilo spero sia chiaro ma chi si prende i contributi....
Vogliamo invece parlare dei 5 punti in meno per chi ha i nonni in grado di occuparsi dei bambini???? Per accedere al nido è meglio avere nonni malati o non autosufficienti....lo trovo grottesco....
La regola dei nonni vale nel caso questi siano in buona salute ed è prevista la possibilità di certificarne l'eventuale problematica. Per quanto riguarda la questione dei costi della scolarizzazione le ricordo che nel caso di scuola dell'obbligo questa è a carico dello Stato . Non so invece come funziona nel dettaglio quella per i migranti e mi riservo di informarmi per poter chiarire le differenze .
Ho detto la medesima cosa che dice lei: nonni in buona salute = meno 5 punti. E la "scolarizzazione", in questo caso del nido, non è statale ma privata per tutti.....da qui i miei calcoli. Vedo che non sono abbastanza chiaro....

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