You are here“K quasi 5” : il depuratore di Sabbioni

“K quasi 5” : il depuratore di Sabbioni


Venerdì 8 aprile 2011, Sala Consiliare di Loiano, incontro organizzato da Italia dei Valori con HERA per chiarire due argomenti di collaudato interesse:

  • Lo stato dell’arte del depuratore di Sabbioni
  • La nuova organizzazione del polo di Hera sul nostro territorio

In sala c’erano 22 persone:
gli invitati - Dott.Castagna per HERA e il Consigliere Regionale Mandini per IdV = 2
il Sindaco e sua moglie = 2
consiglieri di maggioranza e di minornaza = 7
rappresentanti di organizzazioni politiche locali = 3
RESTANO I CITTADINI INTERESSATI ALLA SERATA = 8 !!!!!


MA, SCUSATE, DOVE ERAVATE TUTTI ???


Ne sareste usciti con le idee sicuramente più chiare rispetto alla complessa gestione del Sistema Idrico Integrato e sul difficile rapporto tra chi investe (i cittadini con la bolletta), chi decide come investire (i Comuni), chi esegue (HERA).

Il Dott. Castagna ha infatti illustrato con estrema chiarezza e ricchezza di dati l’iter seguito da ogni progetto per arrivare alla sua realizzazione e, soprattutto, ci ha svelato – tenetevi forte- l’arcano “mistero del K”…
Il K è un coefficiente che viene attribuito a tutti i progetti che i Comuni propongono ad HERA per stabilirne la priorità in una graduatoria che va da K0 (il minimo) e K10 (il massimo). Ebbene abbiamo finalmente imparato che il depuratore di Sabbioni è un “K quasi 5”! E questo spiega anche perché tanto ritardo nella sua esecuzione.
Ma, tranquilli: finalmente il Kquasi5 ha raggiunto le vette della graduatoria, e poiché nell’attesa il Comune ha potuto trovare la sistemazione urbanistica e la progettazione è completa (€ 976.000 per il depuratore + € 118.000 per l’intervento fognario) pare che il depuratore si possa fare.


ATTENTI PERO’


non lo vedremo proprio subito….
I primi di giugno il progetto sarà presentato al Comune per l’approvazione
POI all’Unione dei Comuni
POI alla Provincia
POI all’ARPA
POI alla ASL
Ma se tutto andrà bene a settembre il progetto dovrebbe essere approvato e potrebbe partire il bando per la Gara d’Appalto. Entro il 2011 quindi dovrebbe esserci l’affidamento alla Ditta vincitrice che in circa un anno dovrebbe portare a termine l’opera.
INSOMMA, la favola di Kquasi5 potrebbe trovare un lietofine entro il 2012.


NATURALMENTE ..… tutto ciò accadrà se arriveranno i finanziamenti che, come noto, derivano dall’aumento delle tariffe che noi pagheremo. Si parla di un incremento attorno all’8%, equivalente e a circa 30/40 € l’anno per ogni famiglia.
Con la certezza degli aumenti e la quasi certezza del depuratore, siamo arrivati al secondo punto in discussione: la riorganizzazione di HERA sul territorio e la vociferata perdita del polo di HERA a Loiano.

Qui la posizione di HERA è stata breve, netta e senza condizionali: l’azienda si riorganizza con due unici poli, uno a Granarolo e l’altro a Sasso Marconi, consentendo così una contrazione dei costi ma anche la razionalizzazione dell’uso delle risorse e della gestione degli interventi.
Quindi HERA a Loiano, pur mantenendo aperto lo sportello, perderà il suo troppo piccolo polo e gestirà il servizio dal polo di Sasso.
Ma poi viene il momento della riflessione ed è il bravo Mandini a porre, con competenza, i primi dubbi: PERCHE’, ci si chiede, un’azienda pubblica (?) così sana ed efficiente, con un piano industriale così ambizioso, con una importante partecipazione di azionisti privati, in grado di investire centinaia di milioni di euro nel privato e capace di distribuire ai propri soci dividendi di tutto rispetto, quando deve spenderne pochi milioni (€22.000.000 in tutto = una briciola a confronto delle altre cifre investite da Hera) a favore dei Comuni, che sono pur sempre soci, anche se pubblici, ASPETTA L’AUMENTO DELLE NOSTRE BOLLETTE?


Come trova un equilibrio nella sua doppia identità?
Non avrà per caso perso quell’ ”anima“ pubblica con cui era nata?
Poi tocca al Sindaco manifestare il suo disaccordo alle proposte di HERA, pretendendo la certezza assoluta della realizzazione del depuratore PRIMA di chiedere l’aumento ai cittadini e promettendo ogni forma di lotta possibile al nuovo tipo di organizzazione territoriale di Hera, per nulla condivisa, che penalizzerà ancora una volta i Comuni di montagna che avrebbero, al contrario, maggiori esigenze dovendo convivere con avversità naturali e distanze geografiche.

Fa notare inoltre che l’affermazione del Dott. Castagna secondo cui sono i Comuni, nella persona dei loro Sindaci; i soci che decidono come utilizzare la parte pubblica degli investimenti è nella pratica una formalità: lo scarsissimo peso che hanno i Sindaci dei Comuni piccoli li rende assolutamente ininfluenti nelle decisioni. “Su queste decisioni io non conto nulla!” ha più volte ribadito il Sindaco nel corso della serata.
Ma anche tra il pubblico, scarso ma vivace, si solleva qualche obiezione, soprattutto riguardo lo spostamento del polo tecnico a Sasso:
Muoversi su questi territori non è mai agevole, come sarà possibile organizzare e gestire operatori che proprio in movimento sul territorio devono lavorare?
Togliere il polo tecnico di Hera significa anche togliere un altro mattone alla struttura di questo Comune che vede a poco a poco perdere servizi, abitanti e diritti
Come può HERA essere certa che l’efficientamento del servizio non produrrà, in realtà, una grave perdita di sicurezza e qualità dei servizi (come già dimostrato da esperienze precedenti).?


Non è, forse, nella insufficiente competenza dell’intervento di HERA a San Benedetto del Querceto gran parte della responsabilità di una evitabile tragedia?
Occorrono maggiore chiarezza e più convincenti garanzie, e alla fine della serata otteniamo l’impegno del Dott. Castagna per un ulteriore prossimo incontro specifico su questo argomento.

 

Resta un po’ l’amarezza del rendersi conto, con uno sguardo più allargato sul nostro paese, che quando si tratta di tirare la cinghia – e mi pare che tempi migliori siano ancora lontani – i primi a pagare sono i paesi piccoli, i territori periferici, più spesso la montagna: bacino di poca ricchezza e pochi voti.
Per favore, facciamo sentire la nostra voce.

Sonia Regazzi

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