You are hereIl "circuito" della Futa

Il "circuito" della Futa


 

Una media di due morti e diversi feriti ogni estate concentrati soprattutto nei fine settimana. Numeri che ovviamente aumentano se si considera tutto il periodo dell’anno e non solo i fine settimana.

E’ il triste bilancio delle conseguenze degli incidenti motociclistici che ogni anno si verificano sulla Futa nel tratto Pianoro – Monghidoro. Quello che più impressiona è l’alto numero di incidenti in un tratto di strada relativamente breve. Eppure i trenta chilometri che distanziano le due località sono fra i più suggestivi dei nostri Appennini.

 

Una strada che si svolge per diversi chilometri in mezzo ai boschi e dove non è difficile incontrare caprioli, volpi, cinghiali ecc. Un percorso con diverse curve ma che permette in più punti di fermarsi a riposare ed ammirare le colline circostanti. Purtroppo questo incanto finisce nei fine settimana quando dalle prime ore del sabato la Futa diventa un circuito dove (alcuni) motociclisti sfruttano curve e pendenze per sfogare , evidentemente, i propri complessi freudiani .

In questi momenti la strada diventa una pista dove provare sorpassi, rilevare tempi e sfruttare pendenze per improvvise accelerazioni. Eppure gli incidenti sono tantissimi e i numerosi mazzi di fiori ai margini della carreggiata dovrebbero far riflettere sul fatto che una testa (per quanto dura), lo è sempre meno di un albero. Oltre alla pericolosità di questi comportamenti , esiste anche il grave problema della rumorosità delle moto che , evidentemente elaborate per amplificarne il rombo, corrono dalle prime luci del sabato fino a tarda sera della domenica.

 

Ovviamente in estate la presenza dei motociclisti aumenta e così si è costretti (proprio nei momenti in cui si cerca maggior tranquillità), a sopportare l’incontinenza pernacchiosa di questi personaggi.

 

Oltre alla pericolosità ed il rumore non ci si è forse mai soffermati adeguatamente sull’ aspetto economico.

I paesi in collina sono evidentemente la mèta preferita per chi cerca una qualità della vita (residenziale o di vacanza), diversa da quella che offre la città.

Quindi meno rumore, meno traffico ed aria più pulita. Si può ipotizzare che chi vuole acquistare od affittare casa per le vacanze e si trova a dover convivere con questa situazione , forse ci ripensa e volge l’attenzione a località più tranquille? E’ si può ritenere che la stessa scelta possa venire fatta da chi ha passato le ferie in una casa vicino alla Futa (il rumore si sente perfettamente anche a chilometri distanza), è ha dovuto convivere per tutto il tempo con questa situazione? E infine si può pensare che chi abita lungo la Futa possa ipotizzare di cambiare residenza?

Forse esageriamo ma pensiamo di non essere poi cosi distanti dalla realtà.

 

Alcuni giustificano questi comportamenti motivandoli con l’idea che comunque i motociclisti portano reddito. Sbagliato. A parte pochi casi la maggior parte dei motociclisti sono di transito e quindi senza alcuna rilevanza economica.

Per tutto questo è veramente incomprensibile perché non si riesca a porre un freno a questa situazione. In effetti quando sono apparsi i cartelli di “controllo elettronico della velocità” si era certi che sarebbe seguito in effetti il controllo elettronico della velocità. Ma così non è stato e i cartelli ormai non spaventano più nessuno.

Ricordiamo che per molti chilometri il limite di velocità è di settanta km/h. Considerato il tipo di strada non è sicuramente un limite restrittivo.

Per quanto sopra ci permettiamo di porre alcune domande molto semplici (forse ingenue), a chi vorrà rispondere:

1. È stato detto che molto difficile fermare i motociclisti mentre guidano ad alta velocità perché si segnalano reciprocamente la presenza delle Forze dell’Ordine. E’ mai stato ipotizzato di utilizzare delle auto civetta e personale in borghese?

2. Queste moto sono certamente elaborate. Non è possibile fermarle e dopo averle sottoposte ad un primo controllo sulla rumorosità (siamo certi che esistano strumenti adeguati), inviarle al collaudo?

3. A Pianoro, in particolare sulla fondovalle, vengo spesso utilizzate pattuglie con l’autovelox. Perché non se ne incrementa l’utilizzo anche da noi? Quale impegno finanziario comporterebbe un ulteriore acquisto di queste apparecchiature?

4. L’acquisto di nuove apparecchiature non potrebbe essere finanziato dalle contravvenzioni ?

5. Le Amministrazioni hanno sicuramente già fatto qualcosa ma certamente non abbastanza. Ritengono che questo non sia un poi così grave problema per i propri cittadini?

6. Si è mai pensato di coinvolgere la cittadinanza (in particolare quella che abita vicino alla Futa) per trovare una soluzione condivisa e per esporre quali piani in proposito hanno le Amministrazioni?

 

 

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Salve, vivo e lavoro a Castelnovo ne Monti in provincia di Reggio Emilia, posso dire che in zona abbiamo lo stesso problema, nei mesi estivi, al sabato e domenica, la strada statale 63, quella che va da Reggio Emilia a la Spezia si puo' dire che diventa un circuito per motociclisti che usano le curve e i rettilinei come se fossero in pista, provocando incidenti e a volte rimettendoci la vita ( lavoro nel pronto soccorso dell'ospedale di zona e posso garantire che nei mesi che vanno da maggio a settembre i sabati e le domeniche sono dedicati agli interventi per incidenti a motociclisti ), le forze dell'ordine fanno quello che possono e non servono gli autovelox a scoraggiare questi signori in tuta di pelle e casco. Cio' che sconcerta e' che il giorno dopo sui giornali si legge : "...le strade assassine..." ma se questi "piloti " andassero piu' piano godendosi il paesaggio e il vero significato della moto, cioe' liberta ? zappaterra roberto zap61@libero.it
forse qualcosa si muove. Sabato e domenica scorsi (17 e 18 luglio) abbiamo visto con piacere la polizia (carabinieri, polizia provinciale e polizia municipale) che fermavano ( e spero multavano) i motociclisti-centauri. Avanti cosi!
forse voi "persone per bene" non avete ben capito il concetto che la moto è la nostra passione..........mi spiegate quale fastidio possiamo mai recarvi a voi, se rimaniamo attaccati ad un guard rail!? noi facciamo questo a nostro rischio e pericolo,ne siamo ben consapevoli, ma per noi questo è un modo di vivere. nn pretendo che voi ci capiate, perchè se non siete o siete stati motociclisti non potrete mai capirlo. sono convinto che sfrecciare ai 120 in mezzo ai tornanti sia una cosa completamente irrazionale, ma per noi il gioco vale la candela............. ps: sono stato fermato più volte in futa dalla polizia, ed ho anche fatto un grave incidente, ma questo nn mi farà smettere di andarci, perchè fare quelle cose irrazionali ti da una soddisfazione ed una emozione tale, che nient altro lo può fare.............spero che prima o poi possiate capirlo anche voi.
Quindi, per capire, le "persone per bene" sarebbero quelle che sono stanche di sentirsi ogni week end decine di moto sotto le finestre che si divertono a fare le corse? Forse noi non possiamo capire cosa voglia dire sfrecciare ai 120 ma lei non capisce cosa vuol dire avere un rombo continuo e costante che in casa non ti permette neanche di parlare. Magari un giorno che non fa i 120 sulla Futa si soffermi a guardare i mazzi di fiori e le croci che segnano la strada. Erano tutte persone che credevano ne valesse la candela PS Io ho 48 anni ed ho la moto da quando ne avevo 18 ma le assicuro che certe pulsioni adolescenziali le ho passate da tempo. Le suggerisco di fare altrettanto
hai fatto un incidente grave, sei stato fermato dalla polizia, fai i 120 sulla Futa... non ti basta? datti una calmata ragazzo. Con questi discorsi non aiuti certo la tua categoria
Bravo, ti faccio i miei complimenti per queste affermazioni e ti risparmio ulteriori commenti. Posso dirti che esiste una differenza tra fare i 120 sulla Futa e farli in un circuito, sono le regole, sulla Futa vige un limite che si chiama velocità, in pista puoi fare quello che vuoi. Allora, se vuoi sfogare le tue frustrazioni che chiami passioni vai al Mugello o in un'altro circuito a fare i 120K/h e poi stimati con i tuoi simili. Putroppo è proprio per colpa di gente simile a te che ti definisci un "motociclista" che la Futa ormai è invivibile.
Caro Sig. Dario, probabilmente la sua era solo una provocazione, ma se così non fosse e senza tediarla sul valore della vita...La invito a riflettere sul danno economico che arrecate. Credo capisca anche lei che se la passione di uno lede il portafoglio di un altro...questa passione non può essere sopportata. Ha mai pensato che ad ogni incidente in Futa, spesso di grave entità, si muovono i soccorsi? da chi pensa che vengano pagati? le cure mediche spesso costose chi pensa che le paghi..? il Servizio Sanitario Nazionale, cioè lo Stato, cioè Io, Lei e tutti gli altri che pagano le tasse. Senza contare che probabilmente l'intervento dell'elicottero che interviene potrebbe essere usato per soccorrere chi ha avuto un vero incidente, perchè da quanto si evince dalle sue parole sapete il rischio che correte quindi non lo definirei un incidente, lo considererei un semplice evento statistico. La svalutazione economica che state arrecando alla zona? chi pensa che la paghi? Ha visto le diverse case in vendita che si affacciano direttamente sulla strada? Se le dicessero che la sua villetta da quando ci sono le moto vale 50000 euro in meno lo troverebbe interessante? Se il suo vicino di casa avesse l'hobby di usare il trapano pneumantico tutti i sabati e le domeniche accanto alla sua camera da letto, accetterebbe di sentirsi dire (CHE FASTIDIO VI DO')o lo troverebbe inopportuno? I soldi che le assicurazioni pagano per risarcire i vostri sinistri, a volte mortali con risarcimente a sei zeri, dove crede che verrano recuperati? dalla mia, dalla sua e dalle polizze assicurative che in Italia sono sempre in aumento. Detto questo spero che prima o poi questa passione che ora vi porta in Futa, presto vi porti in pista dove chi ha voglia di rischiare lo può fare in sicurezza. La saluto con una provocazione, ma se ogni volta che gira in Futa dovesse pagare come se fosse un circuito quindi circa 50 euro ogni sessione di 20/30 minuti? ci verrebbe lo stesso...? o un'altra strada di montagna diventerebbe più interessante? Solidarizzo con chi vive o frequenta questa bellissima zona, ma con rammarico bisogna ammettere che le varie Istituzioni competenti non si interessano davvero al problema, onestamente non capisco quale sia il vantaggio, qualunque spesa sostenuta per risolvere la situazione sarebbe ampiamente ricompensata economicamente nel medio periodo. Al momento a guadagnarci sono solo i benzinai e qualche bar.
Sono motocilcista da anni e frequento tutti i passi della zona, Futa compresa. Vorrei dissocirmi totalmente da quanto asserisce il sig. Flavio e dire che non tutti coloro che guidano una moto pensano di usare la strada in barba al codice come una pista con il solo pretesto che "rischiano sulla loro pelle", cosa ovviamente assurda dal momento che se per eccesso di velocità o imperizia allarghi una curva e mi prendi frontalemente mi sento un po' coinvolto pure io ... purtroppo ci sono diversi (quanti?) utenti ai quali non andrebbe concessa la possibilità di quidare questo tipo di moto ma devo dire che il 99% dei "colleghi" che conosco NON la pensano come il sig. Flavio. Sono/siamo dei santi? Credo che no, anche a me piace disegnare delle belle curve con il ginocchio a terra ma si può fare anche a velocità relativamente basse; eccedere i limiti può capitare ma sempre in zone disabitate e in sicurezza. Nei centri abitati vado particolamente piano, sotto i limiti ... ho un figlio anche io e non intendo investire nessuno ... quando mi voglio sfogare vado al Mugello o in altre piste dove scarico la voglia di velocità e mi basta. Magari quì un piccolo appunto polemico sull'inaccessibilità economica per molti alla pista andrebbe fatta, ma questa è un'altra storia ... Moto regolare e targa a norma mi fanno affrontare con serenità i blocchi delle FFOO (come ieri al Giogo) e rimango perplesso vedendo ancora molti motociclisti che si fanno sequestrare il mezzo per essere stati diciamo poco furbi. Saluti.
Vede sig Marco, il suo commento conferma quanto già più volte scritto su questo sito e quanto emerso in molte discussioni (anche all'incontro con i motociclisti che si è svolto a giugno a Loiano). Il "problema" della Futa non esisterebbe se tutti i motociclisti la pensassero come lei e non come quella modestissima parte che invece pensa (e si comporta come Flavio). Oltre che per i cittadini, le moto che corrono e fanno deliberatamente un rumore infernale, è sopratutto un problema per gli stessi moticiclisti corretti. I posti di blocco, le sanzioni, l'insofferenza della cittadinanza ecc. è causata da una piccola parte di voi ma che infanga tutta la categoria. Quindi è corretto isolare ed escludere questi personaggi. Ma ritengo sia un lavoro che dobbiate fare dall'interno. N.B. proprio oggi mi sono imbattuto in un sito che sicuramente conoscerà bene (horn.it). A seguito dei posti blocco di ieri sulla Futa, recita : "...maxi controllo in sala giochi". Ecco credo siano questi i personaggi da far maturare.
Allora io ti rispondo dopo tanto tempo ma voglio capire il tuo pensiero. Io ho 19 anni abito a Barbarolo nella Futa. Ho avuto un grave incidente con un motociclista tre giorni dopo essermi comprata la macchina nuova. ERO ALLA MIA DESTRA, FACEVO I 35-40 APPUNTO PERCHè SO CHE CI SIETE VOI CHE STATE NON SULLA VOSTRA CORSIA STATE IN MEZZO E NON PUOI DIRE CHE HO TORTO. IO NON SONO ASSOLUTAMENTE D'ACCORDO CON QUELLO CHE HAI SCRITTO. .."mi spiegate quale fastidio possiamo mai recarvi a voi, se rimaniamo attaccati ad un guard rail!? noi facciamo questo a nostro rischio e pericolo,ne siamo ben consapevoli, ma per noi questo è un modo di vivere. " 1. A ME COME VIVETE VOI ME NE FREGA POCO. 2. A VOSTRO RISCHIO PERICOLO? SIETE UN PERICOLO PER TUTTI. HAI CAPITO? SE IO NON FACEVO I 35-40 IL TUO AMICO MOTOCICLISTA ERA MORTO. DEVE ESSERE CHIARO PER TUTTI CHE LA FUTA NON è UNA PISTA !!!!!!! AVETE ROTTO IL CAZZO. NON DICO CHE TUTTI SIETE COSI MA DAI LA MAGGIORPARTE CHE NOTO IO IN STRADA SI COMPORTA COME SE FOSSE AL GRAN PIX O A DELLE GARE. è VERO IO NON HO MAI GUIDATO LA MOTO E SICURO IO NON INIZIERò, VI PIACERà TANTO IO NON POSSO DIRE NULLA. PERò è PERICOLOSO NON SOLO PER VOI...ANCHE PER GLI ALTRI UNO NON PUò ANDARE A FARSI UNA PASSEGGIATA CHE SOLO A VEDERVI VIENE UN INFARTO.....PENSA A QUELLO CHE SCRIVI....!!!!
Buongiorno a tutti, da anni ormai non riesco più a trascorrere i sabati e le domeniche a Loiano "grazie" alle scorribande dei motociclisti che, come si evince dal commento di Flavio, avrebbero più necessità di ripassare grammatica, punteggiatura e ortografia che di sfrecciare su e giù per la Futa. Oltre al rumore, sono temibili anche quando si deve attraversare la strada. Non sono mai riuscita ad essere tranquilla quando i miei figli andavano in paese d'estate. Ho scritto varie volte al sindaco di Loiano chiedendo i dissuasori almeno all'ingresso del paese e non mi ha mai risposto, l' anno scorso insieme a mio marito abbiamo scritto anche alla provincia, qui di seguito potete leggere la risposta che si commenta da sola Provincia di Bologna: Con riferimento all'oggetto si inoltra la risposta del Vice Presidente Giacomo Venturi. Cordialmente La Segreteria di Presidenza __________________________________________________ Segreteria di Presidenza Provincia di Bologna Via Zamboni 13 - 40126 Bologna Tel. 051/659.8659 - 8660 - 8383 Fax 051/659.8640 ___________________ "AVVERTENZE AI SENSI DEL D.LGS 196/2003: Le informazioni contenute in questo messaggio di posta elettronica e negli eventuali allegati, sono da considerarsi strettamente riservate. Il loro utilizzo è consentito esclusivamente al destinatario del messaggio per le finalità indicate nel messaggio stesso. Qualora riceveste questo messaggio senza esserne il destinatario, Vi preghiamo cortesemente di darcene notizia via e-mail e di procedere alla cancellazione del messaggio stesso, costituisce comportamento contrario ai principi dettati dal Dlgs. 196/2003 trattenere il messaggio, divulgarlo anche in parte, distribuirlo ad altri soggetti, copiarlo, od utilizzarlo per finalità diverse". -----Inoltrato da Segreteria Presidenza/Provincia_Bologna/IT il 13/08/2010 10.52 ----- Gentilissimi Stefano e Gilda Tattini, con la presente intendo riscontrare immeditamente la vostra mail di venerdì 6 agosto. La Provincia è da tempo impegnata a contrastare il fenomeno dell'incidentalità stradale inteso in tutte le sue componenti. La Futa, meta ambita e famosa in tutta Italia tra il popolo dei motociclisti, è certamente una di queste. Per questo l'attenzione manutentiva è sempre stata molto alta fin dal 2001, anno dal quale la Provincia di Bologna gestisce l'arteria presa in consegna dallo Stato attraverso l'Anas. Sono stati da allora realizzati numerosi interventi oltre che per il ripristino dei manufatti (ponti e muri di sostegno), tutti particolarmente costosi, anche per l'irruvidimento dei piani viabili con appositi materiali che aumentano l'aderenza fra pneumatico e asfalto. Sono inoltre in via di completamento i lavori straordinari di revisione della segnaletica stradale mirati al riassetto dei limiti di velocità e alla revisione della regolamentazione delle intersezioni, tenendo conto delle effettive aree di visibilità sugli incroci. E' invece appena stato completato l'inserimento di rinnovate barriere elastiche (guard-rail), sperimentando in alcuni tratti anche appositi dispositivi (di colore giallo) atti a proteggere i motociclisti dall'impatto con tali protezioni stradali. In occasione di questi interventi, la Provincia ha avviato una proficua intesa e collaborazione con tutti i comuni della Futa, ed in particolare proprio con quello di Loiano, con l'obbiettivo di verificare la effettiva regolarità delle delimitazioni di centro abitato (che, come si sa, costituiscono imposizione di limite di velocità di 50 km/h) collocati dai comuni e l'eventuale apposizione dei limiti (di 60 km/h o di 70 km/h) nelle "località", ovvero negli agglomerati privi delle caratteristiche di "centro abitato". Proprio in risposta a questo problema è da tempo in funzione un autovelox in prossimità del km 69+900, nell'unico tratto in parte rettilineo e nel quale è stata riscontrata una elevata concentrazione di incidenti; per l'individuazione della postazione si è naturalmente tenuto conto della estrema pericolosità che un sistema di rilevamento fisso potrebbe comportare in un tratto ad andamento planimetrico irregolare, a causa delle possibili frenate improvvise. Altra importante attività da segnalare è quella che l'Ass.re ai Lavori Pubblici della Provincia di Bologna Chiusoli si è impegnata ad attivare: la convocazione di un tavolo di coordinamento in Prefettura delle forze di polizia presenti sul territorio (municipali, stradali, provinciali, carabinieri..) proprio per mantenere sempre alta l'attenzione di tutti i soggetti coinvolti sul tema della sicurezza. Nonostante gli esigui mezzi a disposizione, tutti gli organi di polizia si sono impegnati e, coordinando le proprie forze, si sono decise azioni incisive di pattugliamento mirate a disincentivare i comportamenti pericolosi ed illegittimi (in particolare di quei motociclisti che circolano con moto truccate - e pertanto rumorose - e con targa mascherata, incontrollabili dai normali apparati di controllo). Proprio per il problema rumore, causato da modifiche non consentite ai silenziatori dei motoveicoli, al tavolo ha partecipato la Motorizzazione che ha dato importanti contributi per reprimere adeguatamente questi comportamenti. Alcuni di questi pattugliamenti sono avvenuti (il primo ha avuto luogo domenica 4 luglio) e hanno avuto in taluni casi eco sugli organi di informazione. Come si vede, la Provincia ed i Comuni sono assolutamente consapevoli e fermamente impegnati. La Provincia si è attivata nel pieno rispetto dello spirito del Piano Provinciale di Sicurezza Stradale ovvero intervenendo contemporaneamente su Cultura della sicurezza stradale, Prevenzione dell'incidentalità e Repressione dei comportamenti illeciti. E' con impegno e serietà che stiamo affrontando il tema che però richiede un fortissimo impegno e tante risorse da parte di una molteplicità di soggetti: isitituzioni, associazioni, cittadini. Cordialmente Giacomo Venturi Vice Presidente della Provincia di Bologna
Che la Provincia di Bologna dia una non-risposta del genere è inconcepibile. Ci sono alcuni punti che ovviamente evitano di toccare: 1. i "dissuasori" (che se ben segnalati possono essere un forte disincentivo ai velocisti), sono stati reputati pericolosi ed inquinanti . Infatti secondo loro i veicoli rallentano aumentando così l'inquinamento (!) . Quello che c'era in via Marconi all'altezza della Coop è stato infatti eliminato 2. Gli interventi di Polizia a cui accenna la Provincia sono stati solo due e si sono rilevati interventi di facciata per avere un pò di visibilità sui giornali. In realtà non hanno neanche scalfito il problema. 3. L'autovelox a cui accennano , dopo qualch mese è stato spento perchè non a norma. Per quanto ne so ad oggi è inutilizzato. 4. I numerosi cartelli che segnalano "velocità controllata" ormai non spaventano più nessuno in quanto nessuno controlla niente. 5. non si trovano risorse per pattugliare questa strada ma al contrario se ne trovano per dotare i guard-rail di dispositivi di protezione per i motociclisti. Bene. E per i pedoni cosa è stato fatto? La realtà è che a nessuno importa affrontare seriamente il problema (basterebbe organizzarsi per il sequestro delle moto e multe salatissime). C'è sempre la malcelata illusione che i motociclisti portino risorse al territorio e quindi non vadano eccessivamente penalizzati. Questi signori li porterei a farsi un week end in prossimità della Futa. Credo cambierebbero presto idea

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