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Progetto eolico a Monte Venere

Pubblichiamo l'interrogazione del Consigliere di opposizione di Monzuno, Germano Tonelli, sul progetto di un parco eolico a Montevenere

 

in riferimento all'odg progetto pale eolico comune di monzuno queste sono state le nostre osservazioni:
" Siamo qui ad esprimerci sull’adozione di n. 2 schede di zoonizzazione aree a rischio di frana ed assetto dei versanti denominate “Monte Venere” relative ad un progetto di impianto eolico della ditta Probus arboris e della relativa linea elettrica di cui nulla ci è stato precedentemente illustrato, ne in questa sede ne nei consigli di frazione ne tanto meno si è costituita commissione .
Nessun rappresentante del comune ha partecipato alla conferenza di servizi il 16 aprile; forse ha ritenuto la presenza del rappresentante della proponente, vecchia conoscenza dell’amministrazione, sufficiente per un progetto definito Mini eolico (che non è mini perché 30-40 metri di pala sono molto deturpanti); Non dimentichiamo poi che di solito le ditte provano successivamente ad autorizzare anche altre pale nelle vicinanze, chiedendo l'affitto di terreni vicini, tanto ormai le linee di collegamento ci sono e anche le centraline e le strade ...
Per la realizzazione del progetto:

• Sarà necessaria una modifica al prg per un elettrodotto lungo 630 mt
• Si verificheranno danni alle strade comunali e vicinali non quantificate
• Saranno necessari una serie di interventi (regimazione delle acque, realizzazione pulizia fossi, scoline e pozzetti , manutenzione area in particolare quella boscata, ecc) che si traducono in costi non quantificati
• La relazione paesaggistica adottata è sommaria, la stessa provincia riconosce come “ il crinale sia già paesaggisticamente alterato” e mancano tutti gli studi di impatto sulla fauna selvatica
• Persino in merito alle ore di funzionamento dell’impianto saranno necessari ulteriori approfondimenti; infatti in base alla deliberazione n. 51 del 26/07/2011 le ore di vento debbono essere calcolate tenendo presente la massima potenza nominale dell’impianto e non utilizzando il criterio delle “ore equivalenti”. (conteggio anche dei venti non adatti per intensità e direzione) e non dobbiamo dimenticare che la produttività degli impianti eolici tende a declinare col tempo.
• Manca il parere della sovrintendenza
• Si evidenzia la necessità di tagli selettivi delle essenze arboree a maggior sviluppo verticale di cui è necessario un controllo e un analisi più approfondita da parte della Comunità montana
• Non è stato effettuato uno studio per verificare se gli infrasuoni prodotti dalle pale eoliche interferiscano sui ripetitori Telecom
D’altro canto nulla sappiamo sull’entità dei benefici economici al netto di costi a carico comunale, ne tanto meno se l’amministrazione intenda farne cassa o destinarli a singoli progetti condivisi su tematiche specifiche (es ambientali, recupero paessagistico ecc ecc ) , ne a chi spetteranno gli oneri di smaltimento dell’opera al
termine dei 20 anni, non è nemmeno indicata se è prevista o meno una fideiussione per il progetto a favore del comune

Per queste motivazioni chiedo il rinvio della trattazione del punto al fine studiare approfonditamente le tematiche dal punto di vista ambientale, paesaggistico, strutturale, geologico e della producibilità energetica. La normativa nazionale prevede un percorso partecipato ed è quindi necessario che il progetto sia spiegato bene alla popolazione con i pro e i contro. Ricordiamo che il piano regionale stabilisce con chiarezza che in relazione agli obiettivi fissati per l’Italia nel protocollo di Kyoto la produzione di energia da fonte eolica non è prioritaria per l’Emilia Romagna proprio per la consapevolezza , dati alla mano, che il nostro territorio spesso non è sufficientemente ventoso sia per quantità che per qualità dei venti e non solo in pianura ma anche nel crinale appenninico
Vorrei concludere con la dichiarazione di Ferdinando Petri , responsabile del servizio tecnico Bacino Reno della Regione Emilia Romagna, del 09 aprile “… La nostra montagna si sta sciogliendo …. Complessivamente più di 50 situazioni di frana diffuse dalla montagna alla collina…. È un panorama desolante…” Per combinazione la frana di maggiori dimensioni si è verificata tra i comuni di Monghidoro e San Benedetto val di Sambro. La combinazione consiste nel fatto che i sindaci dei due comuni interessati sono Alessandro Ferretti organizzatore della resistenza all’impianto eolico sull’Alpe di Monghidoro e Gianluca Stefanini che si è opposto alla realizzazione del parco eolico di monte dei Cucchi molto più grande e impattante di come inizialmente era stato prospettato. Non pensiamo a cosa sarebbe potuto succedere se gli aereogeneratori fossero stati collocati sul crinale, come pure appariva ovvio ai redattori dello studio di impatto ambientale e agli amministratori preposti alle relative autorizzazioni . Sempre per combinazione i nomi dei comuni della montagna che compaiono oggi sui giornali a causa delle frane mostrano un alto indice di correlazione con quelli dove sono stati presentati progetti di impianti eolici
Consigliere Germano Tonelli"

La nostra richiesta non è stata accettata, il punto è stato approvato dalla maggioranza (lista Dimmi), il sindaco ha affermato prima che il punto in oggetto non rappresenta altro che una "partenza all'iter del progetto" smentito poi dall'ing. che affermato che siamo a "una via di mezzo", che comunque il progetto verrà illustrato poi .... che non si tratta di un progetto eolico, ma di un mini-eolico che " la normativa incentiva" che è inutile che vogliamo le energie rinnovabili e poi siamo contrari all'eolico e alle biomasse che in consiglio porta quello specificatamente indicato dalla legge ..... questo è quanto

maggio 2013

data pubblicazione: 
Domenica, 5. May 2013 - 5:24
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