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"No alle moto nei sentieri CAI". Segnalazione sul Sentiero 927


Riceviamo e pubblichiamo
"No alle moto nei sentieri CAI". Segnalazione sul Sentiero 927

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Oggi volevo confermare che questo è  un mondo al contrario. Da qualche mese collaboro con il CAI nella pulizia dei sentieri che dovrebbero essere una delle risorse del territorio dato che è oramai un dato di fatto che non saranno l'edilizia o la costruzione di nuove zone industriali le soluzioni alla crisi del nostro Appennino.  

Naturalmente dopo la nevicata di due anni fa ci troviamo davanti a situazioni difficili che necessitano di grandi sforzi per essere ripristinate e restituite alla collettività, ma fino a qui nulla di impossibile. Le maggiori difficoltà purtroppo si incontrano nel far valere i diritti di passaggio. Accade infatti che con la riclassificazione delle strade comunali gli amministratori si siano preoccupati solamente dell'aspetto economico, tralasciando di verificare se su certe strade-cavedagne passassero sentieri CAI, declassando queste antiche vie di comunicazione da "strade vicinale di uso pubblico" a "vicinale ad uso privato”.

In questo modo hanno così permesso la loro chiusura da parte dei proprietari e privato di conseguenza i cittadini della possibilità di godere del nostro Appennino sfruttando la rete dei suoi sentieri. 

Mi domando quindi da che parte stanno le amministrazioni se pro-turismo o no. Ritengo inoltre che per vivere nella natura e godercela in tutta la sua bellezza dovremmo essere capaci di muoverci al suo interno nella maniera meno invasiva possibile e per questo sono sempre stato contrario al continuo sfruttamento tecnologico turistico della montagna e quindi contrario alla costruzione di funivie, seggiovie e altro che permettano a chiunque di  "contaminare" zone altrimenti proibitive per la maggioranza ma soprattutto, per chi non ha una cultura di rispetto del territorio.

Ovviamente sono anche contrarissimo all'utilizzo dei sentieri CAI con moto e fuoristrada.  Sia perché spesso danneggiano il terreno, sia perchè disturbano la fauna e la quiete di certe zone e anche perché sono un pericolo per chi cammina. 

A questo proposito ho trovato proprio sul Sentiero  927 vicino a "Ca di Morando”, il cartello "incorniciato" della fotografia. Firmato dalla FMI è la dimostrazione che il mondo va al contrario e che su un sentiero nel bosco dovrei essere io, che vado a piedi, a fare attenzione ai motociclisti. Una vera assurdità.  Che i "motoristi" di vario genere, se proprio ci tengono a dimostrare il loro machismo mostrando la potenza del motore , si creino una rete di strade da percorrere con i loro rumorosi veicoli e se le mantengano.

AB

Pubblicato il : 
Martedì, 10. gennaio 2017 - 8:02
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Niente di strano, visto che un componente della Giunta, noto funambulo a cui, se nulla interessa della propria vita chiederei umilmente di rispettare almeno la nostra. Questo fa il paio con gli euro buttati per il turismo e diminuiti per la ProLoco. Mah! Che Dio li perdoni ed abbia pietà dei Loianesi. FraBol
Buongiorno, vorrei far presente che la situazione sentieri nel comune di Loiano è tra le peggiori nella provincia di Bologna. I bellissimi Guadi del Zena e la via dei mulini non è piu' praticabile dalla nevicata di 2 anni fa. Il codice della strada consente il passaggio dei mezzi motorizzati anche sui sentieri, passaggio che deve essere fatto con giudizio. Se ci sono dei tratti di particolare fragilità dovrebbero essere oggetto di attenzione da parte del comune, tramite quanto previsto dalla REER. Auspico che ci sia il prima possibile un incontro a Loiano per riaprire gli antichi sentieri. Vado in moto enduro dal 1983 e da allora i sentieri percorribili si sono piu' che dimezzati. Riaprirli sarebbe un regalo per tutti, camminatori , mtb, cavalli e moto enduro in regola con il cds.
Sig. Serra io non metto in dubbio che il codice della strada permetta di passare sui sentieri con le moto, io metto in discussione l'opportunità di farlo. Andare in moto per sentieri non è un modo di vivere la natura in quanto tale ma solo la misurazione della propria abilità. Vista la difficoltà a mantenere puliti i sentieri e la quasi totale assenza dei Comuni nel sostenere questo tipo di attività non mi pare necessario lasciare che le moto continuino a creare solchi, pericolo per gli escurionisti e rumore lungo i sentieri che il CAI sta provando faticosamente a riaprire. Se, come dice lei, dal 1983 ad oggi la situazione dei sentieri è molto peggiorata e vuole stare nella natura e riaprire i sentieri si può unire ai volontari che già svolgono questo lavoro. Vedrà che godersi una passeggiata nel bosco la soddisferà molto di più che usare la manopola del gas.
Guardi, se non frequento piu' i sentieri a piedi o in MTB è per ragioni fisiche. Nella zona di Barbarolo, fino al febbraio 2015 ho aperto io i sentieri dopo le nevicate, con moto e motosega in spalla. Quelli con segnavia Cai e anche gli altri. Dopo la nevicata del 2015 sono stato segnalato al CAI per essere inserito nei manutentori, ma non sono mai stato chiamato. Ad oggi i sentieri 827 e 805 non sono stati oggetto di riapertura. Molti sentieri sono stati riaperti a cura degli enduristi, che peraltro lo hanno fatto a loro spese. Spero che lei e il CAI prendiate atto che chi si muove in moto sui sentieri, rispettando le regole, anche quelle del buonsenso (rallentare a passo d'uomo alla vista dei camminatori e MTB , spegnere il motore all'incrocio di cavalli ecc. ) , esercita un diritto di cittadino Italiano, che paga le tasse ( una parte delle quali sono elargite anche al CAI ). Saluti
Io le parlo di buon senso e lei di diritto e di pagamento di tasse che le darebbero questo diritto. Non ci siamo. Il diritto e il buon senso non sempre vanno d'accordo, guardi in politica. Nessuno mette in dubbio che un politico possa per diritto esercitare la sua funzione finché non passa i tre gradi di giudizio ma questo non vuol dire che restare al proprio posto sia opportuno. A lei trarre le conclusioni io le mie le ho già tratte e qui esposte. Ribadisco che se fosse per me si farebbe una modifica al codice della strada o almeno un accordo con le amministrazioni che impedisca in maniera definitiva la circolazione di mezzi a motore sui sentieri CAI fatte salve alcune eccezioni come le emergenze.
Che poi avrà un nome e un cognome ? già usare un nickname fa pensare...... Le cose stanno cosi' : io rispetto la legge, lei vorrebbe impormi la sua di legge? Il buonsenso è quello che uso io quando giro nei boschi, salutando i camminatori e venendo quasi sempre ricambiato. Potrebbe usare tutta questa energia per venire ad aprire insieme a me il sentiero 827 e 805. O magari convincere il CAI a non opporsi alla stesura dei decreti attuativi della REER, cosi' da poter tutelare cio' che veramente necessita di essere tutelato. Si metta l'anima in pace, solo con la collaborazione di tutti i fruitori della rete escursionistica otterremo la salvaguardia dei NOSTRI sentieri.
Il mio nik è arcinoto. Sono Andrea Bovina lo stesso che ha segnalato la situazione a questo sito. Io credo che tutelati vadano la natura e il territorio prima dei diritti dei motociclisti. Io comunque domani, come ieri e come farò sabato sarò con i volontari Cai a pulire sentieri. Domani siamo all'anconella sul sentiero 941. Sul sito del CAI nella parte "consulta escursionismo Bologna " troverà sempre le indicazioni per partecipare alla pulizia dei sentieri. Forse avremo occasione di conoscerci personalmente.
Ci conosceremo, vedo che lei non risponde alle mie osservazioni.... e dire che mi sembra di argomentare in modo decente le mie ragioni. Ha fatto bene a segnalare il cartello abusivo, che è già stato rimosso. Prima lei e il CAI accetterete la civile e legale convinvenza sui sentieri e meglio sarà per tutti, ambiente e natura compresi
Mi semirava di averle abbondantemente risposto. Non so cosa le devo ancora dire . Secondo me sui sentieri CAI con le moto non si va e se proprio i motociclisti ritengono di aver diritto di vivere "l'avventura" girando in moto per i boschi che chiedano alle amministrazioni di poter creare una loro rete della quale si faranno carico per la manutenzione e lascino in pace quelli che hanno tutta un'altra opinione di rispetto del territorio e di vita a contatto con la natura. Il CAI fa benissimo ad opporsi al'uso dei sentieri per il motociclismo anche di quelli che come lei ci vanno con le dovute precauzioni.
Vorrei precisare a chi sostiene "si facciano i loro sentieri e se li mantengano" che i motociclisti non solo con il loro passaggio mantengono aperti sentieri che altrimenti non esisterebbero più, ma fanno anche manutenzione vera e propria. Comunque non preoccupatevi, i motociclisti non si arrogheranno mai di dire che i sentieri gli appartengono e saranno sempre ben felici di condividere questo bene comune con i camminatori.
Simone c'è una sostanziale differenza che i motociclisti non vogliono capire ed è il danno fatto dal transito. Chiunque capisce che una moto scava un solco mentre un pedone al massimo lascia un'impronta. Ammesso che qualche motociclista pulisca i sentieri quando lo fa non si preoccupa del sentiero in quanto bene conmune ma solo di aprirsi un varco per passare con la moto. Le faccio notare ad esempio che il CAI nei punti più ripidi tende a fare scalini che per i motociclisti sono un ostacolo. Le posso far notare che un bravo camminatore percorre 20 km in una giornata un motociclista probabilmente ne fa anche 100 incidendo decisamente di più sui sentieri , le faccio anche notare che il camminare nel bosco è silenzioso e non si può dire altrettanto dell'endurista oppure che il camminatore non emette gas di scarico. Dubito che ad un amante del trekking possa interessare interagire in qualunque modo con un motociclista e probabilmente se esistesse una rete dedicata all'enduro i camminatori non si avvicinerebbero. Chi ama camminare lo fa proprio per distaccarsi dal caos e dal pericolo delle strade e vorrebbe godersi la natura in tranquillità. Purtroppo i motociclisti questa cosa non la capiscono e del resto è così anche sulle strade normali, alta velocità sempre, rumori assordanti , volate e sorpassi pericolosi e tanto altro fatti che chiunque frequenti la Futa può testimoniare. Il motociclista corretto è come la fata turchina...esiste solo nelle favole.
L'ottusità del CAI non consente di emanare i decreti attuativi della REER e quindi, tra l'altro, lascia i tratti piu' "fragili" alla mercè del buon senso. Se il percorso della legge fosse stato completato oggi i tratti di sentiero che REALMENTE non sopportano il passaggio di mezzi motorizzati sarebbero già stati tutelati dai singoli comuni. Questo muro contro muro non fa bene a nessuno, ma penso che la responsabilità non sia certo dell'escursionismo su ruota e del CER che lo rappresenta. Mi piace pensare che i camminatori che incontro e che ricambiano il mio saluto ( in montagna ci si saluta, sempre! ) la pensino come me e non come il sig. "BOVAZ". P.S. in abito di protezione civile si sta cercando di rendere stutturale un certo numero di "endurovolonatari" sull'esperienza fatta ad amatrice e dintorni, quando nelle prime ore dopo il sisma solo con le moto si è riusciti a passare e portare medicinali urgenti e acqua potabile
CIT: [Il motociclista corretto è come la fata turchina...esiste solo nelle favole] Sì, al pari del Caista intelligente!
Certo che non sono gli "escursionisti su ruota " che bloccano l'iter della legge , sono quelli che hanno solo da guadagnare quindi sono anche quelli favorevoli. Il CAi non è ottuso ma è convinto di dover difendere ad oltranza la rete dei propri sentieri, ottuso è chi non capisce questa posizione per egoismo e per non essere privato del proprio "giochino". Questi soggetti si troverebbero senza oppositori liberi di scorazzare per i sentieri a danno del lavoro svolto dal CAI e di chi vuole godersi la natura senza doversi preoccupare di essere disturbato o peggio investito da una moto. Non si tratta solamente di individuare alcuni tratti ma di garantire a chi percorre i sentieri CAI a piedi di poterlo fare senza il pericolo o il disturbo creato dal moto escursionismo. Come tutti quelli che camminano in montagna saluto sempre chi incontro me questo non vuol dire che mi vada bene che i sentieri siano frequentati dalle moto ma solo che sono una persona educata. Mi fa invece tristezza vedere come ci si avvalga delle disgrazie per far valere le proprie ragioni. Anche il più stupido capirebbe che in caso di emergenza i divieti possono essere scavalcati dalla necessità e comunque il mondo si è salvato anche prima dell'arrivo dei moto escursionisti. In ultimo non capisco per quale ragione vogliate "fidanzarvi" con chi non vi vuole.
Caro Bovaz, "Il CAi non è ottuso ma è convinto di dover difendere ad oltranza la rete dei propri sentieri" è fondamentalmente sbagliato. Il CAI non è proprietario dei sentieri, i sentieri sono strade di proprietà pubblica ovvero di tutti, motociclisti, automobilisti, cavalieri e riders MTB inclusi. Se domattina dovessi mettere qualche decorazione sui cippi che trovo lungo la via Emilia, non diventerebbe mia proprietà, questo è quello che pretenderebbe il CAI con la rete dei sentieri. Il CAI nazionale percepisce, per la sua cosiddetta opera di manutenzione (i volontari non possono utilizzare ne mezzi meccanici ne motoseghe...), una cifra vicina al milione (1.000.000) di Euro dal nostro Stato, ci credo che ha interesse a non dover dividere la torta. Se non le è ancora chiaro, per gli utenti dei sentieri non camminatori non si tratta di fidanzarsi con qualcuno, ma solo di non accettare più di essere rinchiusi in cantina quando si è comproprietari della casa. Ps mi cita 1 e 1 solo caso di escursionista a piedi investito da una moto su un sentiero? A quanto ne so io non è mai successo.
Certamente il CAI non è il proprietario dei sentieri ma ne è da tempo il custode (in questo senso intendevo "suoi") e mi pare di aver capito, a titolo gratuito fino ad oggi . Ho verificato e , se non erro, la legge di stabilità 2016 da per la prima volta un contributo direttamente al CAI. In virtù del lavoro svolto (bene o male ) fino ad oggi e data l'esperienza che conferma il fatto che le moto danneggiano gravemente i sentieri ritengo che il CAI abbia tutto il diritto di opporsi al transito dei suddetti mezzi . Ribadisco che al di là della legge e del diritto il buon senso dovrebbe far capire ai fuoristradisti che la loro attività è poco compatibile con il rispetto dell'ambiente. Non so più in quale lingua dirlo. Come in tutti i condomini c'è sempre l'inquilino con il quale hai divergenze di opinione ma non per questo ti chiudi in cantina, "l'amministratore" sarà l'arbitro della discussione. Nemmeno io ho notizia di camminatori investiti ma il fatto che frequenti o gli stessi percorsi non ne esclude il rischio.
ECCO IL POST DI UN MOTOCICLISTA DAL QUALE SI CAPISCONO BENE ALCUNE PROBLEMATICHE MA ANCHE CHE RARAMENTE LO STESSO E IN REGOLA E DI CONSEGUENZA L'AMMISSIONE CHE SE SI VIENE BECCATI A FARE INFRAZIONI CONVIENE PAGARE.QUESTE SONO LE PERSONE CHE VORREBBERO GIRARE SUI SENTIERI . Da notare che in Trentino i motociclisti hanno percorsi prestabiliti e non possono andare sui sentieri CAI. Non so da chi dovremmo i parare se non da loro. L'approccio di Jermakki e' quello corretto. Parliamo ovviamente di circolazione STRADALE, non di FUORISTRADA: questo e' vietato paraticamente ovunque, a meno che vengano realizzati appositi "circuiti fuoristrada" autorizzati dai Comuni. Ma se tu percorri una qualunque strada carrabile, anche non asfaltata, ed essa non presenta regolari cartelli di divieto a norma del CdS, essa e' sicuramente percorribile. La circolare regionale che hai trovato indica correttamente che non occorrono cartelli di divieto per inibire la circolazione nei pascoli o nei boschi. Invece, con riferimento alla viabilita' forestale (che da voi si chiama "agro silvo pastorale", ma e' la stessa cosa, e che dunque include anche le "piste" realizzate dai boscaioli per il taglio della legna), vige la regola che se mancano i cartelli di divieto la percorrenza e' libera. Anche perche' il motocicilista come fa a sapere se si tratta di una normale strada comunale, o di una strada ad uso agricolo, se non c'e' scritto? Molte strade comunali sono in condizioni ben peggiori delle strade forestali, in quanto le prime non le percorre quasi nessuno, mentre le seconde vengono usate da contadini e boscaioli, che le tengono in ordine... Io non ho molta esperienza di escursionismo in Piemonte, ma ho ben presente la situazione di altre regioni alpine, in particolare Trentino e Lombardia. Li' tutti i percorsi vietati (la maggior parte invero) e' chiaramente segnalata in modo molto evidente, quindi non esiste proprio il rischio di percorrrere "per errore" un percorso vietato. I pochi percorsi non segnalati sono liberamente percorrribili, mai avuto problemi su di essi, pur avendo incontrato varie volte la Forestale ed una volta i Carabinieri, che mi fermarono solo per ammirare le magnifiche moto storiche con cui io e mio figlio ci stavamo inerpicando... In Trentino ho visto invece i "locali" usare le moto da Trial nel bosco o su per i pratoni sommitali per cercare i funghi. Parliamo dei classici trial "da malgaro", privi di targa, assicurazione, fari, etc. A loro e' consentito praticamente di tutto, se un "turista" come me si azzardasse a fare robe del genere lo arresterebbero e gli confischerebbero la moto... Ma pare che tale "tolleranza" verso i locali derivi da un regime legale speciale, legato all'esistenza delle "comunalia" sin dal medio evo. In pratica sono organizzazioni con regole proprie, legate allo sfruttamento agricolo del territorio montano, che e' "proprieta' condivisa" dell'intera comunita'. Pertanto i "locali" sono legalmente "in area privata", e dunque a loro non si applicano le normali leggi "moderne", in quanto le medievali leggi delle "comunalia" hanno priorita' temporale e di rango sull'intero apparato legislativo italiano. Evidentemente anche in Piemonte esistono regole del genere, infatti nella legge regionale si citano eccezioni ai divieti di cirolazione "fuoristrada" legati appunto ad usi agricoli o silvo-pastorali. Riguardo infine il caso che, finita la pista forestale o la stradina comunale abbandonata, tu sia costretto per raggiungere la strada successiva a fare un pezzetto di fuoristrada,, sappi che sostanzialmente rischi solo una sanzione pecuniaria (di circa 108 Euro, se non sbaglio, ma ridotti del 30% se paghi entro 5 gg.). Le ipotesi di sanzioni accessorie piu' gravi, quali il fermo amministrativo del veicolo, o addirittura la sua confisca, sono legati ad infrazioni assai piu' gravi, quali l'uso di veicoli non immatricolati, o privi di assicurazione, o se il conducente non indossava il casco, e se guidava in modo pericoloso. Va anche detto pero' che ben raramente quando si viene beccati dalla Forestale a "strappare il bosco" o a fare le impennate nei pratoni viene contetestata la sola infrazione di circolazione fuoristrada: li' scatta come minimo la guida pericolosa, e poi biosgna vedere se davvero la moto era legale al 100% (a ben cercare, qualcosa fuori norma lo trovano sempre: inclinazione della targa, funzionalita' delle frecce e degli specchi, gomme della misura corretta indicata a libretto, scarico non manomesso, etc.). Ultima cosa: cosa fare se si sta percorrendo una strada priva di divieti, e la pattuglia della Forestale insiste nel voler fare comunque il verbale? Esistono un paio di accorgimenti che consnetono poi di farlo annullare d'ufficio, senza bisogno di imbarcarsi col ricorso. Si parla di "annullamento in autotutela", e scatta allorche' il verbale e' viziato in modo cosi' grave che, mantenendolo in vigore, il funzionario di polizia che lo ha emesso rischia gravi consequenze penali. Il caso piu' comune e' il falso ideologico, che si verifica se nel verbale l'agente accertatore afferma fatti non veritieri. Oltre ad una condanna penale, cosi' facendo l'agente si espone al reale rischio di licenziamento... L'ipotesi pu' comune in cui scatta il falso ideologico e' se l'agente emette un verbale per "circolazione fuoristrada" mentre si stava percorrendo una strada (dotata o meno di cartelli di divieto). E" ovvio che non si puo' erogare una sanzione per cirolazione fuoristrada mentre si era su strada... Magari era una strada vietata, ed allora la sanzione va emessa per violazione di un divieto di circolazione, ma e' un falso ideologico affermare che il veicolo circolava fuori strada se era su una strada non asfaltata. A tal fine, se l'agente insiste nella sua versione, si deve annotare sul verbale (o sul retro, se non c'e' abbastanza spazio" che la contravvenzione e' stata elevata mentre si percorreva la via "Pinco Pallo", alle coordinate GPS XXXX YYYY, e che il luogo della supposta infrazione e' stato fotografato con fotografia georeferenziata (ogni cellulare moderno ha questa funzione). Una volta tornati a casa, si va a recuperare dal sito della Provincia la carta digitalizzata del Piano Provinciale di Coordinamento Territoriale, o come si chiama li' da voi. Esso contiene solitamente una crata tematica indicata come "viabilita'", e sulla stessa sono indicate tutte le strade della provincia, incluse quelle forestali, le vicinali, le interpoderali, etc... verificato che il luogo della contestazione sia effettivamente su un percorso stradale, si manda una bella letterina al corpo di polizia che ha emesso il verbale, invitandoli gentilmente all'annullamento in autotutela entro una settimana, specificando che se tale provvedimento non verra' preso, si provvedera' a trasmettere il tutto alla Procura delle Repubblica assieme ad una bella dununcia per Falso Ideologico nei confronti dell'agente accertatore... Siccome lo stesso rischia il posto, e viene comunque sospeso dal servizio non appena la Procura gli manda l'avviso di garanzia, vedrai che si fara' subito carico lui di far annullare il verbale in autotutela. Io personalmente non ho mai dovuto far ricorso, le poche volte che mi han fatto dei verbali me li sono sempre riusciti a far annullare in autotutela. Se invece ti beccano su un prato o in mezzo ad un bosco, o su una strada con i cartelli di divieto, li' han ragione loro: paga la multa entro 5gg. (cosi' hai lo sconto) e taci...
Il suo copia-incolla non cambia di una virgola quanto scritto finora. Con le moto in regola si puo circolare sui tutte le strade che non siano espressamente vietate dall'ente che le vigila e la segnaletica deve essere a norma, sntieri e case bianche comprese Se il Cai smettesse di fare ostruzione si potrebbero individuare i tratti bisognosi di tutele e salvaguardarli, semprechè la cosa interessi.... Se qualcuno circola con un mezzo non in regola deve essere sanzionato, che abbia le ruote su asfalto o meno.
Il suo copia e incolla al limite dimostra che i motociclisti che percorrono strade non asfaltate subiscono vessazioni da parte di GEV o Forestali impreparati, tanto che, come scrive il "collega" le loro multe devono essere spesso annullate in autotutela, per evitare guai peggiori a chi le ha emesse. Accettare di pagare una multa quando si commette un'infrazione (se la si effettua realmente e non solo nella testa di chi si vorrebbe padrone del mondo), mi sembra un gesto di civiltà.
Ognuno ci legge quello che vuole. Io vedo che le regioni del Nord mettono divieti, che il CAI si batte su tutto il territorio nazionale per impedire la circolazione delle moto sui sentieri e spesso trova l'appoggio delle amministrazioni, che le strade forestali sono declassate al transito di mezzi agricoli e animali e che quindi forse non c'è più il diritto di passare con le moto, che il Trentino mette divieti perché non vi vuole sui sentieri e nei boschi, che i motociclisti sono spesso fuori regola e indisciplinati. Quelli vessati non sono i motociclisti ma la maggioranza dei frequentatori delle montagne e gli amministratori costretti a combattere un fenomeno indesiderato. Fatevene una ragione e vendete i vostri giochini, con il ricavato potrete acquistare tantissime paia di scarponi da trekking.
Non è sufficiente esprimere un’opinione, occorrono solide argomentazioni a loro sostegno, tanto più in presenza di una legge a favore. Per quanto i miei limiti lo consentano cercherò di approfondire l’argomento, di ragionare ed esprimere la mia opinione che, in verità è già nota. Ho studiato il problema e da prima sono andato a vedere cosa succede negli altri paesi europei. Per farla breve dirò che l’uso e il transito ai veicoli a motore e ai velocipedi sono sottoposti a un divieto generale di circolazione sulle strade che non sono adatte (sentieri e mulattiere) o non siano espressamente destinate alla loro circolazione, (aree ad essi adibite), con eccezione dei proprietari e gestori per attività agrosilvopastorali, soccorso e sicurezza pubblica, rifornimento e gestione di rifugi in generale. Il partito dello sviluppo ad ogni costo ha proseguito insensibile nella sua strada. Male ha fatto la Giunta Regionale a emanare una simile legge, parliamo di una Giunta eletta col 19% degli aventi diritto, anche perché gli effetti perversi di questo stato di cose li pagheranno chi verrà dopo di loro. A questo punto c’è poco da fare, al massimo si possono fare alcune considerazioni: affermare che tutte le strade appartengono agli uomini quindi come uomo ho diritto di farne ciò che voglio è un sillogismo che non sta in piedi, dire che sono anche mie e quindi le posso distruggere è un po’ stupido, per fortuna il progresso civile pone dei dubbi e dei limiti. Di fronte a una componente giovanile aggressiva, ogni discorso di buon senso è perfettamente inutile, nulla e nessuno potrà fargli cambiare idea, è una contrapposizione per fare un esempio come: sul Si o il No al referendum. E’ una contrapposizione legata a un profondo egoismo e disprezzo per l’ambiente, la natura, per qualcosa che non si può comunicare, che attiene al senso e al valore della vita, lo capiranno solo da adulti (Forse). Perché i modelli culturali sono questi (forse lo sono sempre stati): della violenza, della forza, della prevaricazione, della velocità, non importa inquinare, sporcare, è la cultura del consumo. Si rischia di danneggiare un ecosistema, un equilibrio naturale molto fragile che un volta distrutto occorreranno centinaia di anni per ricostituirlo. L’ambiente è un bene comune e come tale va rispettato e tutelato, l’ambiente va lasciato vivibile per gli esseri umani così come per la fauna. L’impatto è devastante enormi danni sono causati dal rumore e dall’inquinamento. Affermare che la pratica del fuoristrada motociclistico ecc. può diventare una risorsa per i territori e vettore di sport, cultura, turismo ecc. è una grande bufala. A questi non interessa un cavolo dei beni naturali, degli ambienti, dell’aria pulita, delle piante, dei luoghi più o meno incantati, sono dediti solo alla velocità e alla distruzione, vedono solo qualcosa da usare e da gettare, come qualsiasi oggetto di consumo, I motori rumorosi disturbano gli animali selvatici e la natura in generale. Mi auguro che qualche amministratore si accorga prima che sia troppo tardi di come i sentieri e le mulattiere siano un bene prezioso da salvare dalla distruzione. Tutti i discorsi del tipo “bastano educazione e buon senso” sono campati in aria, per il semplice motivo che non tutti hanno educazione e buon senso (altrimenti non esisterebbe proprio le leggi), o mi sbaglio? Del resto micca si può contare sul tocco Divino di Michelangelo a infondere la ragione. Franco Bolognesi
I motociclisti lasciano solchi indelebili sui sentieri, i ciclisti hanno colonizzato alpe e pineta e insultano chiunque passi sui LORO sentieri, i camminatori lasciano "oggetti" sparsi lungo i sentieri,i cavalli lasciano solchi ed escrementi, i muratori abbandonano detriti ovunque, gli ignoranti hanno preso la montagna per una discarica...ogniuno fa qualcosa che non deve! Quindi come diceva qualcuno...chi è senza peccato scagli la prima pietra
Caro Piero, detto anche “Pierino el drito”, guarda che, senza volere, le tue argomentazioni (?) non fanno una grinza. Hai solo dimenticato: bucce di banane, scarpe usate (solo le destre), feti umani, preservativi usati, lische di pesce, dentiere, barattoli di pomodoro (Aperti), smoking tg.50(Senza papillon) e la cosa più terribile resti di canoa (Senza pagaie). Tant’è che, per dimostrare le tue ragioni, NON essendo “Senza peccato” per farti piacere, una pietruzza te la invierei molto volentieri. Franco Bolognesi
Sono solo un povero peccatore e di pietre ne avrei a sufficienza ma non essendo senza peccato non posso certo lanciarle per primo
Per gli sciatori si abbattono centinaia di alberi e si impiantano ecologiche funivie ( basta che in cima ci sia un bel "rifugio" CAI, che riforniamo magari con un ecologicissimo elicottero), tre giorni fà sono morti 2 alpinisti in Presolana, ma l'importante è preoccuparsi per i segni che delle gomme omologate lasciano su strade a fondo naturale e degli incidenti (mai accaduti) tra camminatori e motociclisti...
Non capisco che c’entri. A quanto leggo l’incidente è avvenuto su di un percorso molto difficile, solo per molto esperti. Se i rifugi vengono riforniti da elicotteri è perché o le strade sono impraticabili (Neve) o per non costruire un strada che danneggerebbe l’ambiente. E’ vero che la legge finanziaria del 2010 dava la possibilità di abbattere migliaia di alberi per la costruzione di piste da sci. E’ anche vero che è molto forte l’opposizione delle Associazioni Ambientaliste, poi come vada a finire non lo so. E’ anche vero che le piste possono rappresentare una notevole risorsa per il territorio. Evitiamo il giochino “Ma lui è peggiore di me quindi anch’io…” Se le può essere di sollievo, per esempio, sarei d’accordo ad l’abbattere centinaia di alberi per la costruzione di un bella pista di motocros, come in tutti i paesi civili. Franco Bolognesi
E' proprio vero che l'ignoranza è il peggior male del mondo. Ancora non si distingue il Motocross ( moto non omologate per circolare su strada ) ed Enduro, moto targate e in regola col CDS. Le moto da enduro, con pneumatici omologati, lasciano tracce paragonabili e quelle di un cavallo, e molto meno evidenti delle grufolate dei cinghiali. A tal proposito non ho mai letto o sentito nulla da parte del CAI delle devastazioni lasciate dai tagliaboschi, ad esempio sulla via degli dei nel bosco della futa, con solchi che arrivano al ginocchio. Il vero endurista rispetta la montagna e quando il terreno è troppo bagnato sta a casa.
Bravo Stefano, due anni fa ho percorso la Via degli Dei e sono rimasto sconvolto dai danni provocati da chi taglia i boschi ma il loro non è un divertimento ma un mestiere che tra l'altro prevede date precise per il taglio e la pulizia. Certamente un maggiore buonsenso eviterebbe in molti casi il danneggiamento di certe strade. Per quanto riguarda la traccia lasciata dalle moto io non so se i solchi che trovo nei sentieri siano prodotti dal'enduro o dal cross ma ti garantisco di avere fotografie con fossi di oltre 60/70 cm di profondità. Consiglio un bel giro sul sentiero 803 o 917.
Volevo segnalarvi che il 99% degli enduristi non è assolutamente in regola con il C.D.S., in quanto una moto per essere omologata alla circolazione stradale e quindi come voi ritenete pure sui sentieri, deve essere provvista di dispositivi retrovisori ed indicatori di direzione, cosa che quasi nessun endurista rispetta. Su questo e vi parlo da carabiniere, potremmo farvi verbali a iosa....
Per quanto riguarda l'eventuale infrazione per il mezzo non in regola ( perlopiù si tratta di assenza di frecce, purtroppo non resisto piu' di un paio di uscite, e della targa con inclinazione non regolare ) è giustissimo fare il verbale. Però un carabiniere dovrebbe conoscere il CDS , e quindi sapere non lo "riteniamo noi" ma il CDS che sentieri e tratturi sono strade di libera circolazione.
Volevo precisare che i percorsi che potete percorrere in linea con il C.D.S. sono esclusivamente quelli tracciati dalla REER e non sono moltissimi perché gran parte della regione ne è sprovvista anche in territori montani. Poi giustamente se avete fatto una battaglia per declassificare i sentieri REER, da sentiero dove vigevano le PMPF a strada e vi è stato riconosciuto dalla regione ben venga, ma sappiate che poi in regola con il C.D.S. dovete esserci in pieno. Perciò personalmente se mi trovo a far servizio e trovo enduristi con moto non omologate (assenza di dispositivi retrovisori, indicatori di direzione....) il verbale ci sta tutto. Qualcuno già è stato verbalizzato per le infrazioni sopra riportate.
Ora che so che a loiano tutti i cc sono impegnati ad inseguire moto...dormirò piu tranquillo! Grazie per l' impegno!
Mi dispiace per te ma con l'ingresso del C.F.S. nell'Arma ci sarà una sorta di colaborazione tra reparti carabinieri forestali e stazione carabinieri territoriali sul fenomeno enduro che tante lamentele ha provocato. Il sentiero non è una pista, dormi pure tranquillo.
Non andando per boschi non ho problemi di sonno....
Qualora mi trovasse su un sentiero o tratturo con un mezzo in regola col CDS ?
Se trovassi una endurista in regola ok, ma io ancora con tutti gli enduristi che ho controllato devo vederlo uno in regola con il C.D.S. Sinceramente non so quanto vi sia convenuto far declassare i tracciati REER da legge PMPF a C.D.S., in quanto la sanzione per transito su sentiero con le PMPF ammontava a 100 euro, mentre con il C.D.S. la mancanza di dispositivi retrovisori ed indicatori di direzione ammontano ad 80 euro ciascuno, 80 per specchietti e 80 per le frecce, totale euro 160. Questo senza approfondire il controllo, se poi andiamo a vedere la targa sporca o la targa mancante, oppure la velocità non commisurata alle condizioni della strada sono dolori... Le vostre moto nel 99% dei casi non sono mai omologate con il C.D.S.
Si chiedeva Zenone: riuscirà il veloce Achille a superare la lenta tartaruga? Si afferma di voler tutelare l’ambiente e questo è regolarmente distrutto con disboscamenti e opere inutili, anzi si afferma che: più si disbosca meglio è, in quanto dopo, è possibile rimboschire meglio dell’originale. Si afferma di voler proteggere la salute dei cittadini intanto si continua a inquinare aria e acqua. Questo vale per la ludopatia in cui lo stato incoraggia il gioco d’azzardo per poi fare propaganda contro il gioco d’azzardo. La nostra prima forma di percezione del mondo è autoreferenziale e onnipotente, successivamente viene rimossa perchè non idonea a confrontarsi con la dura realtà, resta tuttavia presente dentro di noi a livello inconscio con il rifiuto del mondo reale; ispira la nostra creatività, non piegandosi a una percezione puramente oggettiva. Dobbiamo tenere conto che ci sono enormi interessi legati a questi fenomeni che fanno leva su questo impulso: industriali, un notevole indotto corse (Valentino Rossi ecc.) quindi di pubblicità. Il sistema giuridico è per sua natura rigido anche se sono concessi margini di discrezionalità mentre il senso di onnipotenza è sfuggente, ambiguo e da la possibilità di molti sotterfugi (Fatta la legge trov…). Si ha che fare con un ovvio delirio di onnipotenza cui fanno seguito dei veri e propri atti creativi di dissenso, fra l’altro, al tempo stesso, favoriti e voluti dall’ideologia dominante (Neoliberista) che plasma, in questo modo, i propri cittadini che vuole capaci di farsi beffa della legge. Il veloce Achille non riuscirà mai a raggiungere la lenta tartaruga. Franco Bolognesi
Invito gli uomini e le donne di buona volontà a passare sulla via degli dei dopo questa gara : http://www.ultratrailviadeglidei.com/ avrete modo di vedere la scia di rifiuti che lasciano ..... il vero endurista al contrario se puo' il bosco lo pulisce...
Basta con la sciocchezza del vero endurista che è una stupidaggine dato che allo stesso modo di posso dire che il "vero" camminatore ...ecc ecc. La verità te l'ha detta il carabiniere:Gli enduristi girano tutti con mezzi fuori regola !
Arrampicarsi sugli specchi con la scusa di ripulire i sentieri dai rifiuti per giustificare una condotta irregolare non è il massimo. Anche io potrei andare a fare le offerte in chiesa e poi prendere l'auto e fare 100 in centro abitato... Sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. Mettetevi in testa che siete i primi a non essere in regola con il C.D.S. e ad avere moto non omologate.
Poi volevo aggiungere che la normativa emanata a Luglio 2013 dalla regione Emilia Romagna non parla assolutamente di libero transito con veicoli a motore nei sentieri Cai, ma parla di libera circolazione in regola con il C.D.S. nei sentieri REER, può essere che a volte coincidano ma il Cai si occupa di sentieri a livello nazionale, mentre la REER è la rete escursionistica esclusivamente della regione Emilia Romagna e ciò non vuoldire che un sentiero tracciato come Cai in Emilia Romagna sia facente parte della REER. In questo caso si applica a tutti gli effetti la sanzione per transito fuoristrada prevista dalla legge PMPF Emilia-Romagna che vieta la circolazione sui terreni pascolivi e saldi nonché su sentieri e mulattiere.
"Nuovo codice della strada", decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285, aggiornato con decreto legisl. 10 sett. 1993 n. 360 , d.P.R. 19 apr. 1994 n. 575, decreto legisl. 4 giugno 1997 n. 143, d.m. 28 dic. 1998. TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art. 3. Definizioni stradali e di traffico. 1. Ai fini delle presenti norme le denominazioni stradali e di traffico hanno i seguenti significati: comma 48) Sentiero (o Mulattiera o Tratturo): strada a fondo naturale formatasi per effetto del passaggio di pedoni o di animali. Quindi non solo il sentieri CAI ( che non sono di proprietà, ma solo segnati e manutentati dal CAI a riborso di 20 euro al km da parte dello stato )
Tutte le regioni applicano grandi restrizioni o divieti per il transito delle moto sui sentieri utilizzando altre motivazioni in modo particolare quelle relative al danneggiamento del fondo stradale. Ma ci sono due cose che vorrei chiarire:il CAI pulisce e gestisce i sentieri per il transito pedonale o al massimo delle biciclette e non gradisce riparare il danno causato dal transito delle moto. Se l'interesse fosse prendere 20 euro al chilometro potreste proporvi voi motociclisti per sostituire il CAI in questo lavoro. E comunque rimane sempre il buonsenso che evidentemente vi rifiutate di utilizzare.
Il C.D.S. ovviamente si riferisce a sentieri e mulattiere di proprietà pubblica che possono essere le vecchie strade comunali ormai in disuso. i sentieri CAI attraversano proprietà private e sono di libero transito a piedi come dice la normativa, chiunque può accedere ad una proprietà privata a piedi se essa non è chiusa o recintata dal proprietario. Ovviamente non vi si può accedere con veicoli a motore poiché quei sentieri hanno un proprietario e attraversano boschi e terreni di sua proprietà.
Sarebbe troppo facile intenderlo come dici tu, le strade si distinguono in pubbliche e private e il C.D.S. ovviamente intende definizione di strada solo in quelle pubbliche, è una cosa ovvia. Non si applica il C.D.S. alle strade private poiché inapplicabile, una strada interpoderale non è una strada pubblica e perciò non vige il C.D.S.
Se circolo sulla REER Emilia Romagna senza infrangere divieti dotati di segnale a norma , con mezzo idoneo alla circolazione su strada, bici, moto , auto , trattore sono in regola
Ricordo che le vigenti prescrizioni di massima e di polizia forestale contengono il divieto generalizzato di transito motorizzato (salvo per i residenti e i soccorsi)su tutti i sentieri e le mulattiere, come specificamente definiti, qualora posti all’interno di aree forestali come specificamente individuate, o qualora posti in aree a vincolo idro-geologico; tale divieto insiste su sentieri e mulattiere e vale anche in assenza di cartelli in loco segnalanti il divieto stesso. Poi, che dire, fa un po' come ti pare e se non ti beccano meglio per te.
La regione Emilia Romagna ha equiparato a seguito di una richiesta di un gruppo di enduristi, i sentieri REER a strada pubblica ove essi coincidono con strade pubbliche, ma non c'èntrano nulla i sentieri CAI. Questi ultimi attraversano sia proprietà private che tratti di strade pubbliche (comunali, vicinali ad uso pubblico...), quindi l'endurista non può percorrere il sentiero che normalmente insiste su una proprietà privata altrui, ma solo il tratto dove esso diventa strada vera e propria e coincide con una strada comunale o vicinale ad uso pubblico. Ovviamente lo deve percorrere in regola con il codice della strada.
Attualmente con mezzo motorizzato in Emilia Romagna, se non si hanno motivi agrosilvopastorali(ovvero agricoltori con trattori o boscaioli che tagliano legna in quei luoghi)o di soccorso, si possono percorrere solo i tracciati REER in regola con il Codice della strada.

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