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In distribuzione il nuovo numero del giornalino del Circolo PD di Loiano


Fusione dei Comuni, Ospedale, tariffe alcuni degli argomenti trattati
In distribuzione il nuovo numero del giornalino del Circolo PD di Loiano

E' in distribuzione il nuovo numnero del giornalino del Circolo PD di Loiano (allegato).

Oltre all'articolo di apertura dedicato ai progetti di fusione dei Comuni, viene dato ampio spazio al tema dell'Ospedale, del Nodo di Rastignano ed all'interpellanza sulla GESCO presentata a marzo dal  Gruppo 'Loiano nel Cuore'.

Altri pezzi dedicati alle tariffe dei servizi a domanda individuale, cave, pineta, trasporto pubblico ed altro ancora.

Pubblicato il : 
Mercoledì, 13. luglio 2016 - 23:39
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Molte cose sono già state dette a proposito, per giustificare il NO (premio di maggioranza abnorme, liste bloccate ecc.) lascerò che altri ben più preparati di me si esprimano. Volevo soffermarmi su un altro aspetto, diciamo così di opportunità. Questo Parlamento vuole cambiare 40 articoli della Costituzione fatta da persone che uscite da una guerra disastrosa, dopo enormi sofferenze, pur nelle diverse ideologie, avevano in comune un grande amore per questo paese. L’Assemblea Costituente di allora raccoglieva personalità di valore etico e morale fra le più grandi che il Paese potesse offrire come: Terracini, Moro, Togliatti, Iotti, Calamandrei. Oggi abbiamo modifiche del testo che sono il frutto di un Parlamento composto di nominati, indagati, incompetenti, corrotti, che si vendono al miglior offerente (cambiata casacca, n°252 al 8.5.016), spacciandolo come libertà di coscienza. Credete davvero che questi ne siano all’altezza? Che cosa può scaturire da un accordo di modi¬fi¬ca Costi¬tu¬zionale con uso massiccio di VOTI DI FIDUCIA (sotto ricatto), con trucchi e colpi di canguro (opposizioni zittite), con violazioni del regolamento, con¬sentite senza pudore da Piero Grasso, di aggiramenti sfacciati di ogni voto anche solo potenzialmente minaccioso? Testi che in molti casi non sono neanche stati discussi in aula ma imposti in Commissione (col trucco del cambio degli elementi dissenzienti). Con un sistema mediatico genuflesso o intimidito, reso servo da interessi di bottega e di potere. All’ultima votazione in senato, la riforma è passata con le opposizioni fuori dal Palamento e solo con i voti dei cosidetti verdiniani. Vi ricordate di Scilipoti e i “responsabili” di Berlusconi? Quante ingiurie sono state proferite anche da parte del PD? Vi chiedo: credete che l’abbiano fatto per amor di patria? Questa è gente per cui, l’unico interesse è il proprio tornaconto personale, in termini di posti di potere e di denaro, a questo sono serviti gli incontri e il sostegno di Verdini al Governo di fine aprile, al quale sono stati concessi tre posti di sottosegretario. Renzi si vanta di avere una“grande esperienza di popolo”, in verità più modestamente, è arrivato attraverso le primarie del PD, creando le premesse per attuare la manovra di palazzo che ha politicamente eliminato il Governo Letta. Dice che vuole un paese che dice SI, ma in realtà vuole un popolo di servi, cosa già vista nel passato. Un Premier il cui unico merito è di essere giovane, presuntuoso, cinico e di saper usare i nuovi strumenti di comunicazione di massa. Non è lui che chiede il referendum, ma lo subisce (obbligatorio) perché la legge di riforma non ha ottenuto il voto dei tre quinti delle camere. Il Premier si spende, oltre ogni limite, per convincere della bontà dei provvedimenti, ma i dettami costituzionali non sono pentole o tappeti da sponsorizzare, le regole O SONO CONDIVISE O NON SONO CONDIVISE. La condivisione deve avvenire all’interno delle Assemblee Legislative, se ciò non avviene, significa che ci sono visioni e interessi divergenti, interessi non certo coincidenti con quelli dei cittadini. Se non c’è condivisione, ogni atto di forza, è un vulnus per la democrazia, per cui è molto meglio attendere tempi migliori. Non occorre essere esperti di diritto per capire che un’arrogante, con agli ordini un manipolo di servi nominati (non eletti), a capo di un Governo non eletto grazie ad un abnorme premio di maggioranza e in più delegittimato dalla Corte Costituzionale poiché eletto grazie ad una legge dichiarata incostituzionale (fuori legge) non ha la dignità morale per apportare tali cambiamenti. Chi è la Boschi, ve lo siete chiesti? Che esperienze ha, quali meriti ha acquisito per decidere sul nostro futuro? Per ora, unico merito, è quello di avere un padre coinvolto in faccende poco chiare. Vengo al dunque e parlare dell’opuscolo del PD che mi è capitato tra le mani su cui volevo fare alcune osservazioni. La prima menzogna è che il Referendum “Non è’ indispensabile”. Non starò a dire il perché, poiché cosa risaputa e i PD farebbero finta di non capire. Che poi sia stata fatta: “ Nel rispetto delle garanzie Costituzionali” ho dei dubbi, perché modifiche scritte sotto dettatura (E ricatto) del Governo. È una riforma legittima? NO, perché è stata prodotta da un parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale. Si abbassa il quorum referendario ma aumenta il numero delle firme da raccogliere da 500.000 a 800.000. Aumenta la stabilità del Governo, lo credo: di fatto, non avrà nessun contropotere a bilanciarlo. Per le leggi d’iniziativa popolare comporterà l’obbligo del raggiungimento di 150mila firme (attualmente ne servono 50mila). Non capisco: “Tempi certi”. Produce semplificazione? NO, moltiplica fino a dieci i procedimenti legislativi e incrementa la confusione. I costi della politica non sono ridotti. Con la riforma si andrà a risparmiare circa il 20%, ma in realtà sono in arrivo nuove indennità al rialzo per i funzionari parlamentari. Modifica titolo V: chiarisce competenze stato-regioni eliminando contenziosi. La competenza principale che rimane alle regioni sarà la sanità, correzione indispensabile dopo i danni arrecati dalla precedente riforma, sempre per mano del PD. Si eliminano trasferimenti ai gruppi regionali non lo capisco non so cosa significhi. Abolizione del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro: il CNEL è un “organo consultivo”, con la facoltà di promuovere disegni di legge (quasi mai usato nella sua storia). Province cancellate: negli ultimi anni sono già state progressivamente svuotate delle loro principali funzioni. Chi ha scritto quest’opuscolo o è in malafede o in preda ad un raptus, in più sono presi in considerazione solo alcuni aspetti secondari, senza tener conto degli enormi danni che complessivamente questa riforma arrecherà alla nostra Convivenza e alla Democrazia. Fra.Bol.

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