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Il cimitero tedesco della Futa


  

Si trova tra le province di Firenze e Bologna nel comune di Firenzuola , sulla dorsale appenninica tosco-romagnola ad un’altezza di 950 metri a ridosso del Passo della Futa ed è  rivolto geograficamente verso nord , verso cioè i centri di Monghidoro, Loiano e Pianoro. Verso quindi la direttiva che porta a Bologna e  che ha subito maggiormente la guerra e le sue distruzioni fino al 1945.

Il cimitero si trova a ridosso della Grune Linie (rinominata Linea Gotica dagli americani); la linea  che univa Viareggio a Pesaro con fortificazioni praticamente continue (campi minati, difese anticarro, bunker, casematte e reticolati )  . Tali fortificazioni vennero poi smantellate e in alcuni casi i materiali riutilizzati successivamente per la ricostruzione civile. Affidandosi a guide locali o tramite siti in rete è  possibile ancora oggi ritrovare tracce di queste fortificazioni .

Il cimitero è’ stato costruito tra il 1961 ed il 1969 (anno di inaugurazione) e raccoglie circa  32.000 salme che ne fanno  il cimitero tedesco più importante presente sul territorio italiano. La manutenzione è a carico del VDK (Volksbund Deutsche Kriegsgraeberfuersorge), l’istituzione tedesca che dal 1918 si occupa del mantenimento dei cimiteri tedeschi all’estero. E’ circondato da un muro di pietra lungo circa due chilometri che sale verso la collina fino a formare una cripta commemorativa dei dispersi.

Lo Stato italiano con una legge del 1957 ha affidato gratuitamente e in uso perpetuo le aree territoriali destinate ai cimiteri a tutti quelle nazioni che abbiano combattuto in Italia e che qui abbiano lasciato salme di militari e civili dal 1915 in poi.                                                                                                                               Infatti se i caduti della prima Guerra mondiale si concentrano nell’area del nord-est e sono principalmente caduti dell’esercito austriaco  , quelli del secondo conflitto mondiale si ritrovarono praticamente in ogni luogo del territorio nazionale ed appartengono ad un ben più vasto numero di nazionalità: soldati tedeschi, francesi, delle colonie d’Africa, degli Stati Uniti, del Brasile, Polonia ecc. Da qui l’esigenza (anche per motivi economici legati alla manutenzione) di concentrare le salme in pochi siti prestabiliti .

Durante la costruzione dei cimiteri tedeschi vi furono poi molte polemiche dovute alla presenza di salme di soldati inquadrati nella Gestapo, alla Polizia militare o ai reparti delle SS incorporati nell’esercito. In molti casi questi reparti si erano macchiati delle più indicibili atrocità verso la popolazione civile (non solo a Marzabotto o Stazzema). La situazione si risolse con la rimozione delle salme e con la collocazione di  iscrizioni che ricordano i crimini nazisti e le loro vittime.

Il cimitero è piuttosto estraneo alla popolazione locale che in alcuni casi non ne conosce neanche l’esistenza. Rimane invece  ancora oggi  luogo di lutto e commemorazione da parte dei  familiari degli scomparsi e della Germania.

Fonte: La montagna dopo la guerra. Continuità e rotture nell’Appennino bolognese tra Idice e Setta-Reno: 1945-2000.

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C’è una tomba comune in Comune di Poggio Torriana (Rimini). Ho scritto da un anno a Kassel, al Kriegsgrabefursorge, ma non ho ricevuto risposta. In una tomba fuori terra, in travertino, sono sepolti insieme tre italiani e tre tedeschi. Una signora tedesca residente in quel Comune, tale Heidi Wilmess coniugata Ferro, si è rivolta a me per avere delle notizie. Gli italiani sono: Guidi Secondo 13.2.1908 16.9.1944 Guidi Gustavo 11.12.1911 16.9.1944 Antoniacci Aldo 15.6.1900 16.9.1944 I tedeschi sono: Unbekanter DT.Soldat - 16.9.1944 Samson Ewald 25.8.1907 16.9.1944 Spang Gustav 14.9.1913 16.9.1944 C’è qualche notizia di loro al Futapass? So che a Poggio Torriana vorrebbero fare di quella tomba un monumento di pace. Heidi Wilmess ed io ringraziamo. Villa Verucchio, 12 febbraio 2015 Prof. Augusto Stacchini Stacchini prof. Augusto Via Marty, 31 47826 Villa Verucchio (RN) cell. 3285446865 www.augustostacchini.it augustostacchini@gmail.com

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