Sabato, 25. May 2024 - 10:04

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Referendum Costituzionale, nasce il 'Comitato per il Sì' Loiano-Monghidoro

In un comunicato le ragioni dei sostenitori.

Riceviamo e pubblichiamo

 

Le ragioni del Sì 

Si è costituito, nei comuni di Loiano e Monghidoro, il “Comitato per il Si” al Referendum Costituzionale. Il comitato è costituito da cittadini di diverse opinioni politiche e si propone, al di fuori ed indipendentemente dalle posizioni dei partiti politici, di svolgere azioni di informazione sul prossimo referendum costituzionale e di sostenere le ragioni del “Si”. 

A nostro parere, infatti, le ragioni per il “Sì” sono molte, e molto forti. In primo luogo, con l’approvazione della riforma costituzionale l’Italia cessa di essere un’eccezione mondiale, l’unico paese in cui il Parlamento è composto da due camere eguali, che danno e tolgono la fiducia al governo, con gli stessi poteri e la stessa sostanziale composizione. Non si tratta solo di ridurre i costi degli apparati politici (scopo peraltro lodevole), quanto di accrescere la funzionalità delle istituzioni, limitando i tempi lunghissimi della produzione legislativa del Parlamento Italiano e migliorando la qualità delle leggi, evitando i ripetuti rimaneggiamenti della proposta iniziale, spesso legati a compromessi più o meno confessabili. Le leggi quindi non dovranno più pendolare tra la Camera e il Senato, sperando che alla fine si arrivi ad un testo condiviso sin nelle virgole. Con la riforma, se il Senato avrà obiezioni da muovere, spetterà sempre alla Camera (salvo limitatissime eccezioni) la decisione finale. Inoltre, nel quadro della riforma, il Parlamento viene rafforzato, portando nel Senato la rappresentanza delle regioni e dei comuni, che hanno il compito di applicare le leggi: che essi siano ignorati al momento della loro discussione è causa di ritardi e conflitti e genera assai spesso contenziosi che non ci possiamo più permettere. 

Il riparto delle funzioni legislative tra Stato e Regioni viene risistemato, consolidando quanto la Corte Costituzionale ha stabilito attraverso tantissime sentenze negli ultimi quindici anni. La riforma costituzionale del 2001 (riguardante il titolo V della Costituzione) ha infatti creato molta confusione, considerando “concorrenti” (e quindi tali da poter essere oggetto anche di legislazione a livello regionale) anche materie delicatissime come quelle riguardanti, per fare qualche esempio, le grandi reti di trasporto e di navigazione, l’ ordinamento della comunicazione, la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionale dell’energia. Su tali materie è del tutto irragionevole che, accanto ai principi fissati dallo Stato, esistano anche venti leggi regionali diverse. La Corte Costituzionale ha fatto, in questi anni, dei veri e propri “salti mortali” per spiegare che su tali materie la competenza è dello Stato, cosa che la riforma del 2016 sancisce con chiarezza. 

La riforma, inoltre, contiene tutti gli accorgimenti necessari affinché le istituzioni di garanzia, a cominciare dal Presidente della Repubblica, non siano espressione della sola maggioranza di governo e con il taglio al numero dei parlamentari, l’abolizione del Cnel, la fissazione di un tetto alle indennità dei consiglieri regionali e la decostituzionalizzazione delle province riduce costi non più giustificabili, restituendo credibilità alle istituzioni e potenziando gli istituti di iniziativa popolare. 

Per adesioni e informazioni rivolgersi a
Monghidoro: Monari Fabrizio (Coordinatore del Comitato) tel. 3334507218 Loiano: Tattini Renato (Vicecoordinatore) tel. 3395028515 

data pubblicazione: 
Lunedì, 25. July 2016 - 9:14

Commenti

Falso, il maggior problema politico italiano è la classe politica.
Falso, la combinazione riforma elettorale/ riforma costituzionale non darebbe stabilità politica al paese. A meno che per stabilità politica non si pensi ad una dittatura.
Oltretutto c'è anche il rischio inverso: la maggior parte delle regioni e dei comuni sono ancora del pd. Quindi, anche se i criteri di nomina dei senatori sarà deciso in un secondo momento, con ogni probabilità il senato avrebbe una maggioranza di centrosinistra. Mettiamo il caso che le elezioni vengano vinte dal centrodestra o dal m5s. dove la mettiamo la stabilità politica con 2 maggioranze opposte fra camera e senato?

-Falso, il maggior problema politico italiano è la classe politica-è come affermare che il problema dell'italia sono gli italiani...vero... come la sostituisci e con chi?con nuovi eletti, che se gli è consentito si comporteranno come i sostituiti passando da una maggioranza all'altra pur di rimanere in parlamento?
Dittatura? dopo 5 anni sono previste elezioni democratiche e anche prima ...nella maggior parte degli altri paesi europei funziona così e nessuno si sogna di dire che sono sotto dittature...
Sul terzo punto ho pure io forti perplessità,infatti così come è previsto dalla riforma si rischia una maggioranza al senato diversa da quella della camera...(rischio che esiste anche con le attuali normative però)Ti ricordo che però solo la camera potrà sfiduciare il governo quindi un eventuale senato di maggioranza diversa potrà forse fare un blando ostruzionismo su alcuni provvedimenti....

Visto che ti piace tanto cambiare la Costituzione si potrebbe inserire il vincolo di mandato per gli eletti (eletti, non nominati), intanto avresti risolto il problema del cambio di casacca. Poi sarei curioso di sapere in quale paese europeo un partito con il 25% dei votanti (neanche degli elettori) può arrivare ad avere il 55% dei seggi in parlamento, eleggere il presidente della Repubblica, scegliere i vertici della tv di stato, i giudici della consulta, etc etc etc...

Anche tu confondi la legge elettorale con la riforma costituzionale...la legge elettorale può essere cambiata ,come è avvenuto spesso senza modificare la costituzione...
Francia e Inghilterra sono tra i paesi politicamente più stabili e chi vince governa punto e basta
L'elezione dei sindaci(legge simile all'italicum)non mi sembra dia dei grossi problemi di democrazia.....

Guarda che è ben difficile dialogare con te...ovvio che la legge elettorale si possa cambiare senza cambiare la Costituzione, ed infatti non mi sembra di essere II quello che vuole cambiare la Costituzione...forse non sono neanche il più confuso qua in mezzo... L'Inghilterra è talmente stabile che il premier voleva il remain ed ha vinto la brexit. Cmq non c'entra nulla con l'accertamento di potere che darebbe il combinato italicum/riforma boschiverdini

Ti ricordo anche che almeno due dei 4 governi Berlusconi sono stati molto stabili uno aveva adirittura la più grande maggioranza della storia della repubblica e non mi pare che il paese ne abbia tratto un beneficio. Sono d'accordo con Ivano il problema è la classe politica inadeguata , autoreferenziale e totalmente avulsa dai problemi del paese ma interessata solo alla propria carriera personale. Unica cosa vera è che questi politici sono espressione del modo di essere degli Italiani e questo non fa ben sperare. Mi pare anche che, malgrado una costante instabilità dei governi, dal dopo guerra e fino all'era Craxi il paese sia cresciuto e il benessere aumentato. La stabilità è un'altra delle scuse di Renzi.

Esiste una legge elettorale che garantisca la stabilità politica di un paese?Gli esempi che abbiamo in Europa sono dati da Inghilterra e Francia(verifica quanti governi sono caduti prima della scadenza della legislatura in questi paesi) con fanalini di coda (escludendo l'Italia)
Spagna(dovranno probabilmente tornare a votare ancora) e Grecia guarda a caso paesi con un sistema proporzionale e senza premio che consenta a chi vince di governare stabilmente....
Qualcuno una volta mi ha detto che qualsiasi forma di governo è valida se chi ha il potere è Honesto e giusto...forse aveva ragione...quindi può essere un'alternativa quella di aspettare che in Italia sboccino queste persone....

Oltre che a corto di argomernti sei anche permaloso vedo.
Io della riforma sarebbe da un pò che ne vorrei parlare, che ti chiedo quali sarebbero gli effetti positivi, ma l'unica risposta ricevuta fino adesso è che bisogna avere il coraggio di cambiare. Alla faccia dell'argomentazione

Gne Gne Gne chi lo dice lo è mille volte più di me. Prova a tirare fuori un po' di farina dal tuo sacco (ammesso che ne sia provvisto) invece di rigirarmi le "accuse" che ho fatto a te poco prima, altrimenti diventa troppo infantile anche per un renziano di ferro

Forse a volte non è necessario cambiare le COSE ma è sufficiente cambiare le PERSONE che ne fanno uso. Se metti alla guida di una Ferrari una persona senza patente hai voglia a fare delle elaborazioni al motore... La nostra costruzione, se pur perfettibile, ci ha permesso di risollevarci dalle macerie della seconda guerra mondiale e diventare una delle 7 potenze economiche mondiali. Quindi, se usata bene, con competenze, direi che possa anche funzionare. Credo vadano ricercate da altre parti le cause della pochezza italiana

Se metti il miglior pilota alla guida di una "fiat 126"hai voglia di correre in "formula uno"
La monarchia ci ha permesso di unificare l'Italia...e allora? ...dovevamo tenercela????ogni cosa fa il suo tempo, e sempre giunge un tempo in cui è necessario cambiare...

Infatti, andrebbero cambiati il pilota e tutta la sua scuderia prima che facciano scempio anche di quel poco di buono che è rimasto

Ora è possibile cambiare la "macchina"....il pilota verrà sicuramente cambiato...e forse in poco tempo potremmo avere la scuderia nuova...Pronti però a cambiare tutto nuovamente se non si avranno buoni risultati....
Una causa della pochezza italiana è il pessimismo e quel lamentarsi continuamente del non cambiamento facendo poi di tutto per non cambiare nulla....

Molta enfasi è posta sul concetto di cambiamento, come se questo fosse sinonimo di migliore, innovativo. In questo contesto, il concetto di cambiamento inteso come cosa migliore è una truffa, è un trucco, un inganno. Chi dice che sia un fatto positivo? Un cambiamento non è, a priori, una cosa buona per forza. Anche la nascita del fascismo rappresentò un grande, moderno cambiamento. Abbiamo avuto un cambiamento dalla prima alla seconda repubblica quindi alla terza, sempre peggio. Anche l’età che avanza produce un cambiamento, non sempre piacevole. Parlare di libertà è un po’ rischioso. Quando è data come fatto naturale, a priori, è difficile capire cosa significhi la sua mancanza, poi è inutile parlarne del resto la libertà si appezza quando non si ha. Non si sa micca se i poteri attribuiti al nuovo Senato favoriranno o saranno d’intralcio alla formazione delle leggi, però si dice: si prova poi se non va, si cambia. Non è normata l’elezione dei senatori? No problem, ci penseremo poi. Mi fugge come si possa concepire e accettare una riforma a “rate” “a condizione”. Se non va, si cambia, come una moglie qualsiasi (Sto scherzando ovviamente). La verità è che non c’è accordo perché mancano quelle premesse in comune che una Costituzione, deve possedere, fra cui, durare molti anni e non cambiare ogni governo secondo il vento che tira. E’ vero, che anche la destra sia contraria a questi cambiamenti, vorrei ricordare, che anche nel CLN, erano presenti elementi monarchici. Poi diciamo la verità, è una questione di scelta, fra chi ha ragione o torto perchè entrambi hanno sia ragione sia torto, è come stabilire se un bicchiere e mezzo vuoto o mezzo pieno, ovviamente è un’opinione che dipende dalla sete. La verità è che nessuno è disposto a cambiare parere, sono visioni talmente opposte che riguardano proprio il senso stesso della vita, del rapporto fra uomini, un abisso incolmabile del concetto stesso convivenza. Per quanto riguarda il concetto di “fiducia”, mi limiterò a inserire la seguente citazione, (Un po’ datata, ma sempre attuale), senza aggiungere altro. . (Stendhal 1783 - 1842)Un po’ quando dopo una serrata propaganda padronale, con la complicità della sinistra, dopo il referendum sulla scala mobile, questa fu abolita. Adesso se non fosse tragico, e vedo le famose famiglie in difficoltà, penso che alla fine siamo noi stessi i responsabili e che siamo molto bravi a farci del male da soli. Nessuno afferma che la riforma non sia legittima, si dice solo, che con un governo eletto in quel modo (Pocellum più il premio di maggioranza) questa sia MORALMENTE INOPPORTUNA. Non proverò neanche a spiegare il concetto “moralmente”. Poi diciamolo chiaramente non è che, i costituenti “de noàntri” mentano, o che ci vogliano fregare, sanno benissimo ciò che fanno, sono costretti, non hanno alternativa, ad altrimenti come si potrebbe chiedere più flessibilità e aumentare il debito? Siamo in un vicolo cieco. In vero ci dicono: o cambiate la costituzione o non vi concederemo più flessibilità, In poche parole un ricatto, ovviamente col suo tornaconto. Ora sta a noi decidere se accettare o opporsi nel primo caso avremo più soldi ma meno libertà nel secondo più libertà (E dignità), E’ una stretta formidabile sui conti pubblici, spreed alle stelle, nessuna flessibilità. Ovvio che se a Bruxelles, sta tanto a cuore che ciò avvenga, ci sarà il suo motivo, che è quello di rendere il nostro paese, più ricattabile quindi depredabile. I veri popoli sono soltanto quelli che vogliono e sanno essere arbitri del proprio destino. Nella nostra storia, noi italiani raramente siamo stati in grado di affermare la nostra dignità di popolo e di riscattarci dai padroni stranieri. Qualche volta ci siamo riusciti. Almeno proviamo.
P.S. ho un grosso timore, che se mi dichiarassi completamente d’accordo con xax, mi risponderebbe che non è d’accordo.

Il concetto di cambiamento nn è sinonimo ne di miglioramento ne di peggioramento ....lo si scopre dopo...che il fascismo è stata una tragedia lo si è scoperto dopo...che l'abbandono della monarchia è stato un fatto positivo(anche se la maggioranza votò contro)lo si è compreso dopo...molti altri cambiamenti dello stato delle cose erano ritenuti al momento da una parte di cittadini deleteri per la società(Divorzio, aborto...)
Hai ragione si può ridurre tutto al bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno e la discussione sarà infinita....
Tanto per intenderci,la riforma è pasticciata in molti punti, ma in altri io vedo( mi auspico almeno) un miglioramento nel funzionamento della macchina amministrativa....
In quanto al ricatto di Bruxelles,(se vero),pure qua è una scelta si può avere "dignità"e fare i "barboni"oppure assecondare consapevoli di quel che accade ed essere pronti qual'ora si presenti l'occasione a cambiare le nostre sorti.....
P.S se ti dichiarassi completamente d'accordo con me...vero direi che non sono d'accorto ...(Stendhal 1783 - 1842)
La discussione e la "polemica costruttiva"fanno crescere le idee...
il completamente in accordo uccide la discussione uguale a morte delle idee
Ciao Ciao

La mia domanda è : Esiste un punto di rottura in cui non ci faremo più soggiogare dall'euro e dai mercati o dovremo vivere incaprettati per sempre ? Io da rivoluzionario avrei abbandonato euro ed Europa già 5 anni fa quando , per chi ha impiegato un po di tempo a capire la fregatura, si evidenziava che ci stavano ricattando e che saremmo finiti solo peggio. Odio i ricatti, voto NO e pago le conseguenze.

Anche i kamikaze(quelli originali giapponesi) in fondo hanno a loro modo una grande dignità cui va il mio rispetto.....

Quello che ci aspetta non è la morte con onore ma un nuovo sistema economico che non sia schiavo del capitale. Un'altra vita è possibile. IO VOTO NO ! BANZAI !

La citazione che manca:
La politica democratica non è semplicemente caratterizzata e legittimata da principi normativi – libertà, giustizia, benessere delle masse – ma è invece una forma di vita in cui tali principi sono sostanziati dall’”abitudine alla discussione e alla diffidenza”. Un insieme di pratiche e abitudini improntate non solo alla libera discussione tra eguali ma insieme alla critica, e ai sentimenti negativi – la diffidenza – che ad essa si accompagnano, costituisce l’elemento centrale della democrazia come forma di vita e di soggettivazione: l’abitudine alla discussione critica e alla diffidenza è l’habitus dell’uomo democratico>. (Stendhal 1783 - 1842)

Non trasformiamo un serio dibattito in battibecco da osteria. Non cadiamo nella trappola. D'altronde la metodologia eristica fu a suo tempo, saggiamente confutata da Platone.

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